Chi usa Microsoft Teams ogni giorno sa bene che non è esattamente il software più amato tra quelli sfornati dal colosso di Redmond. Eppure, per milioni di persone resta uno strumento inevitabile. E proprio questi utenti, almeno quelli che lavorano su macOS, si sono ritrovati alle prese con un bug parecchio irritante che sta rendendo l’esperienza ancora più frustrante del solito. La cosa interessante, però, è che stavolta Teams potrebbe non essere il colpevole principale della vicenda.
Il problema si manifesta in modo piuttosto semplice da descrivere, ma decisamente snervante da vivere: su diversi dispositivi Apple con macOS Sonoma, Sequoia e la nuova versione Tahoe, l’app continua a mostrare richieste di accesso alla posizione che non si riescono a chiudere in modo definitivo. Il popup riguarda i permessi legati alla localizzazione, quelli che Microsoft Teams utilizza per funzioni come il GPS e il rilevamento delle reti Wi-Fi. Il punto è che anche dopo aver concesso o negato l’autorizzazione, il sistema operativo continua imperterrito a riproporre la stessa finestra a intervalli regolari. Il risultato? Interruzioni continue durante il lavoro, quel genere di micro fastidi che alla lunga fanno perdere la pazienza a chiunque.
Secondo Microsoft il problema nasce da un aggiornamento di macOS
Venuta a conoscenza della situazione, Microsoft ha confermato di essere riuscita a replicare il bug internamente. E la ricostruzione che ne è venuta fuori punta il dito in una direzione ben precisa: la causa risiederebbe in un recente aggiornamento di sicurezza di macOS. In pratica, il sistema operativo di Apple non riesce più a salvare correttamente le preferenze sui permessi di localizzazione che gli utenti configurano per Microsoft Teams. Certo, va detto che Microsoft non è esattamente la fonte più imparziale quando si tratta di attribuire la responsabilità ad Apple, ma la spiegazione tecnica sembra reggere.
L’azienda di Redmond ha fatto sapere di essere al lavoro a stretto contatto con gli sviluppatori della Mela per trovare una soluzione definitiva. E nel caso in cui i tempi si allungassero troppo, Microsoft potrebbe decidere di intervenire direttamente nel codice di Teams per ridurre o eliminare del tutto le richieste ripetute, aggirando il problema alla radice.
Esiste già un workaround temporaneo per chi non vuole aspettare
Nel frattempo, per chi non ha voglia di restare con le mani in mano, è stata individuata una soluzione temporanea. Gli utenti coinvolti dal bug possono provare a reimpostare manualmente i permessi di localizzazione direttamente dalle impostazioni di macOS. Il percorso da seguire è Sistema, poi Privacy e Sicurezza, e infine Servizi di Localizzazione. Una volta arrivati lì, bisogna disattivare e riattivare le voci “Microsoft Teams” e “Microsoft Teams ModuleHost“, per poi riportarle alla configurazione desiderata.
