La notizia era nell’aria da tempo, ma ora il quadro si fa decisamente più chiaro. Con l’arrivo di macOS 27, Apple si prepara a tagliare definitivamente il cordone con i Mac Intel, lasciando fuori dal prossimo aggiornamento del sistema operativo tutti quei computer ancora equipaggiati con processori di casa Intel. Una scelta che avrà un impatto concreto su una fetta non trascurabile di utenti, soprattutto chi possiede macchine acquistate fino a pochi anni fa e che finora avevano continuato a ricevere supporto software.
La WWDC 2026, l’evento annuale di Apple dedicato agli sviluppatori, è attesa per la prima metà di giugno presso Apple Park. Sulla carta si tratta di un appuntamento pensato per chi sviluppa app e servizi nell’ecosistema Apple, ma nella pratica è sempre stato il palcoscenico ideale per svelare le grandi novità software destinate a tutti. Chi utilizza un Mac potrà finalmente scoprire, almeno in parte, cosa porterà con sé la prossima versione del sistema operativo, quali funzionalità verranno introdotte e quale direzione hanno deciso di prendere gli ingegneri di Cupertino per il futuro della piattaforma desktop.
Mancano ancora alcune settimane all’evento, eppure c’è un dato che non ha bisogno di conferme ufficiali: diversi Mac che appena un anno fa avevano ricevuto macOS Tahoe questa volta resteranno fuori dai giochi. E il motivo è piuttosto semplice da spiegare.
Solo Apple Silicon: la transizione è completa
macOS 27 sarà infatti il primo sistema operativo per Mac costruito esclusivamente per le macchine dotate di chip Apple Silicon, vale a dire tutti quei computer che montano processore M1 o versioni successive. Questo significa che nessun Mac con processore Intel riceverà l’aggiornamento. La transizione, iniziata ormai da diversi anni, arriva quindi al suo capitolo finale sul fronte software.
Per chi ha seguito l’evoluzione della linea Mac negli ultimi tempi, la cosa non risulta del tutto sorprendente. Apple aveva già progressivamente ridotto il supporto alle macchine Intel con le versioni precedenti di macOS, limitando alcune funzionalità o escludendo modelli più datati. Stavolta però si va oltre: il taglio è netto e riguarda l’intera architettura. Non importa quanto recente sia il Mac Intel in questione, se non monta un chip Apple Silicon, resta fuori.
Chi sarà coinvolto e cosa aspettarsi
A rimanere senza macOS 27 saranno dunque tutti quegli utenti che ancora oggi utilizzano Mac basati su processori Intel. Parliamo di macchine che in molti casi funzionano ancora perfettamente bene per le attività quotidiane, ma che dal punto di vista del supporto software si troveranno bloccate alla versione attuale del sistema operativo.
Non serve nemmeno attendere la WWDC 2026 per avere questa certezza, perché il requisito hardware fondamentale è già chiaro: solo i Mac con chip della famiglia Apple Silicon potranno fare il salto alla nuova versione. Questo vuol dire che chi possiede un MacBook Pro, un iMac o un Mac mini con processore Intel dovrà fare i conti con una scelta: continuare a usare la propria macchina sapendo che non riceverà più aggiornamenti di sistema, oppure valutare il passaggio a un modello più recente.
La presentazione ufficiale di macOS 27 avverrà durante la conferenza di giugno, dove Apple svelerà nel dettaglio le novità previste e la filosofia che ha guidato lo sviluppo della nuova versione. Per il momento, l’unica cosa certa è che l’era dei Mac Intel nel panorama software di Cupertino si chiude qui.
