La fibra multicore debutta su una rete operativa in Italia, e lo fa nel cuore di Milano. Una singola fibra ottica è stata utilizzata per trasportare dati su quattro canali indipendenti all’interno dello stesso collegamento fisico, segnando la prima applicazione concreta di questa tecnologia su infrastruttura reale nel nostro Paese. A realizzarla è stata Open Fiber, che ha impiegato la fibra multicore su una tratta di circa 2,1 chilometri tra i POP di Baggio e Galvani, già operativa per il trasporto dei servizi.
Il punto centrale sta nella struttura stessa della fibra. Nei collegamenti tradizionali il segnale viaggia lungo un solo nucleo. Nella fibra multicore, invece, più core sono inseriti nello stesso rivestimento e funzionano come canali autonomi. Il risultato? La capacità trasmissiva può crescere fino a quattro volte senza toccare l’infrastruttura fisica esistente. Una sola fibra riesce a sostenere un volume di traffico che oggi richiederebbe più collegamenti distinti. E questo cambia parecchio le prospettive.
Come funziona e perché è diversa dalla fibra tradizionale
Il principio di base della fibra ottica non cambia: la luce viene guidata all’interno del nucleo e trasporta il segnale lungo il collegamento. Quello che cambia è il numero di nuclei. Nella fibra multicore ciascun nucleo lavora come canale indipendente, ed è proprio questo a consentire l’aumento di capacità senza dover moltiplicare le fibre fisiche posate nel terreno.
Ottenere una trasmissione stabile su più core, però, non è banale. Contano diversi aspetti costruttivi: numero dei core, diametro dei nuclei, distanza tra i canali, dispersione e perdite ottiche. Tutti elementi che incidono sulla qualità del segnale e sull’efficienza complessiva del collegamento. Nel caso della tratta milanese, Open Fiber ha adottato una soluzione a quattro canali nella stessa fibra, con un microcavo realizzato da Tratos Cavi e fibra multicore fornita da Heraeus Covantics.
La scelta di portare la fibra multicore su una tratta reale non è casuale. Arriva in un momento in cui la domanda di banda continua a salire, spinta da cloud, intelligenza artificiale ed edge computing. Il traffico dati si concentra sempre più nella parte alta della rete, dove non basta aumentare la capacità disponibile: serve anche gestire meglio spazio, apparati e consumi energetici.
Meno scavi, meno cavi, meno consumi: i vantaggi concreti
Il beneficio più immediato della fibra multicore riguarda la possibilità di aumentare la capacità senza dover aprire nuovi cantieri o posare ulteriori cavi. Concentrando più canali in una sola fibra, Open Fiber può valorizzare le infrastrutture già presenti, limitare gli interventi sul territorio e ridurre i disagi per chi ci vive e ci lavora. Secondo quanto indicato dalla società, questa soluzione permette di ridurre fino a un quarto il numero complessivo di collegamenti necessari.
Il vantaggio diventa particolarmente significativo tra POP, centrali e data center, dove si concentrano i flussi di traffico più consistenti. Meno collegamenti fisici significano anche meno apparati da gestire e quindi un uso più razionale degli spazi tecnici. In strutture energivore come i data center, la riduzione delle esigenze di alimentazione e raffreddamento può incidere in modo concreto sui consumi complessivi.
Nicola Grassi, Direttore Technology di Open Fiber, ha collegato il progetto alla crescita attesa del traffico dati: “Investire in tecnologie come la fibra multicore significa anticipare l’evoluzione del mercato perché con questo progetto costruiamo una rete più efficiente, sostenibile e capace di rispondere alla crescita del traffico dati nei prossimi anni”.
