Il futuro centro di eccellenza NATO sull’intelligenza artificiale sorgerà a Rennes, in Bretagna, nel cuore dell’ecosistema francese dedicato alla cyberdifesa. La notizia segna un passaggio significativo per la Francia, che diventa l’unico Paese membro dell’Alleanza Atlantica a ospitare tre centri di eccellenza sul proprio territorio, proprio mentre gli Stati Uniti procedono con la chiusura di uno dei loro.
La metropoli di Rennes non parte da zero. Già oggi ospita il comando della cyberdifesa delle forze armate francesi (Comcyber), il polo dedicato alla padronanza dell’informazione della Direction générale de l’armement e, soprattutto, l’Agenzia ministeriale per l’IA di difesa (AMIAD), guidata da Bertrand Rondepierre. Con l’arrivo del nuovo centro NATO, parliamo di circa cinquanta dipendenti previsti, Rennes consolida una posizione che ha pochi rivali in Europa. Non è un caso che aziende come Orange, Airbus, Thales e Sopra Steria abbiano già insediato nella zona le direzioni delle loro filiali legate alla cyberdifesa, creando un ecosistema industriale capace di alimentare concretamente la ricerca alleata sull’IA militare.
NATO: come la Francia ha blindato il progetto in meno di un anno
Il percorso che ha portato a questa decisione è partito nell’estate 2025, quando Sébastien Lecornu, allora ministro delle Forze Armate, lanciò l’idea sulla scia del Vertice per l’azione sull’IA organizzato a Parigi nel febbraio 2025 su iniziativa di Emmanuel Macron. Da quel momento, la tabella di marcia è stata costruita da Rondepierre sul versante francese e poi presentata al Comitato militare della NATO dal Comando alleato per la trasformazione (ACT), guidato dall’ammiraglio francese Pierre Vandier. La decisione finale segue una procedura del silenzio: se nessuno dei 31 altri Paesi membri si oppone, il centro verrà formalmente istituito a giugno. L’inizio delle operazioni è previsto per maggio 2027.
Il generale Cyril Carcy, rappresentante militare della Francia presso la NATO, ha già avviato un giro delle capitali alleate per convincere gli omologhi a partecipare al progetto, anche sotto il profilo del contributo finanziario. Diverse potenze avrebbero già manifestato interesse.
Tre centri NATO in Francia e il disimpegno americano
Con Rennes, la Francia si aggiunge a Tolosa (centro di eccellenza dedicato allo spazio, inaugurato a gennaio 2026) e Lione (operazioni aeree), raggiungendo quota tre centri di eccellenza NATO sul proprio suolo, lo stesso numero della Germania. L’Alleanza ne conta attualmente 30 e prevede di arrivare a 32 entro il 2027. L’Italia sta preparando un centro dedicato alla navigazione in acque profonde, il cui annuncio è atteso a breve a Roma. Turchia e Portogallo, dal canto loro, stanno spingendo ciascuno un progetto legato ai droni e alla lotta anti droni.
C’è però anche un’altra dinamica in corso, e non è secondaria. Mentre Parigi moltiplica i centri di eccellenza, Washington ha deciso la chiusura del CJOS (Combined Joint Operations from the Sea), il centro dedicato alle operazioni combinate dal mare, che operava da Norfolk, in Virginia. I vertici dei centri di eccellenza si sono riuniti la scorsa settimana presso la sede di Bruxelles proprio per discutere di questa riorganizzazione. Il movimento appare speculare. Gli Stati Uniti si sfilano da alcune strutture dell’Alleanza, e la Francia ne occupa lo spazio.
Rennes, insomma, non è più soltanto la capitale francese della cyberdifesa. Con il Comcyber, la DGA, l’AMIAD e presto un centro NATO sull’intelligenza artificiale tutti concentrati nel raggio di pochi chilometri, la metropoli bretone si candida a diventare il principale polo europeo dell’IA di difesa. E tutto questo avviene in un momento in cui l’europeizzazione dell’Alleanza Atlantica non è più uno slogan, ma un processo misurabile in termini di bilanci e strutture istituzionali.
