Il debutto della collezione Swatch Royal Pop, nata dalla collaborazione con il prestigioso marchio Audemars Piguet, ha scatenato scene che vanno ben oltre la normale frenesia da lancio commerciale. Migliaia di persone in coda per ore, tensioni sfociate in veri e propri scontri fisici, e un interrogativo che resta sospeso: cosa spinge tutta questa gente a perdere la testa per un orologio da circa 375 euro? La risposta, purtroppo, ha poco a che fare con la passione per l’orologeria. Il vero motore di tutto questo caos è la speculazione, ovvero la corsa ad accaparrarsi un pezzo a tiratura limitata per rivenderlo online al triplo del prezzo.
A Milano la situazione è precipitata rapidamente: la folla davanti allo store si è trasformata in una vera e propria guerriglia, tanto da richiedere l’intervento della polizia. Molte persone sono state costrette a fuggire. In un altro negozio Swatch del capoluogo lombardo la tensione è esplosa nel momento in cui è stato comunicato che l’orologio era esaurito, con la security e le forze dell’ordine impegnate a bloccare i tentativi di scavalcare le transenne. A Roma la gente ha passato la notte in tenda sotto la pioggia, a Firenze l’attesa si è trasformata in urla e spintoni, e a Verona il negozio è stato chiuso temporaneamente in attesa dei Carabinieri. Disordini simili si sono verificati anche a Torino, Bergamo, Pescara e Forte dei Marmi. Unica eccezione degna di nota: Bologna, dove una lista di ordine d’arrivo ha garantito un minimo di autogestione civile. A Dubai, addirittura, l’evento di lancio è stato cancellato per motivi di sicurezza pubblica.
Cos’è Swatch Royal Pop e perché tutti la vogliono
Ma facciamo un passo indietro. Royal Pop è la nuova serie di orologi da tasca realizzata da Swatch insieme ad Audemars Piguet, arrivata nei negozi di tutto il mondo sabato 16 maggio. Otto modelli diversi ispirati alla Pop Art, che riprendono il design della storica collezione Royal Oak del 1972 e degli Swatch POP degli anni Ottanta. La vendita è limitata a un’unità per persona, per negozio, al giorno.
Il prezzo di listino varia tra 385 e 400 euro a seconda del modello (Lan Ba e Otg Roz, con orientamento savonette, piccoli secondi a ore 6 e corona a ore 3, sono quelli che costano di più). Eppure, con quella spesa iniziale, chi riesce ad acquistarne uno può intascare il triplo rivendendolo sulle piattaforme online. Ed è esattamente quello che la stragrande maggioranza delle persone in fila intendeva fare. I veri appassionati di orologeria erano una piccolissima parte della coda. Gli altri erano lì solo per il reselling, scommettendo sul fatto che la tiratura limitata faccia schizzare le quotazioni.
Non è nemmeno la prima volta che succede con un orologio Swatch. I precedenti di MoonSwatch e Blancpain avevano già mostrato lo stesso schema: scarsità del prodotto, hype costruito ad arte e speculazione selvaggia.
Le associazioni chiedono regole contro il bagarinaggio
Il fenomeno ha spinto diverse associazioni dei consumatori a prendere posizione. Assoutenti, per esempio, ha parlato apertamente di speculazione commerciale e della necessità di regolamentare questi lanci evento per garantire equità e sicurezza.
Gabriele Melluso, presidente nazionale di Assoutenti, ha dichiarato: “Non è accettabile che un semplice lancio commerciale si trasformi in una corsa speculativa dove la maggior parte dei consumatori viene sistematicamente esclusa. Servono regole chiare per garantire accessi equi, sistemi anti bagarinaggio e misure di sicurezza adeguate. Le aziende non possono limitarsi a creare hype senza assumersi la responsabilità degli effetti che queste strategie producono sul mercato e sui consumatori. I brand e le autorità competenti devono valutare modelli di vendita più trasparenti e controllati, attraverso prenotazioni nominali, sistemi digitali anti reseller, limiti reali agli acquisti e protocolli di sicurezza per evitare tensioni, speculazioni e rischi per l’ordine pubblico.”
