Le piattaforme social finiscono di nuovo al centro di una bufera legale, e questa volta la questione riguarda direttamente le scuole. Snap, YouTube e TikTok hanno raggiunto un accordo per chiudere quella che viene considerata la prima causa legale contro i social media intentata da un distretto scolastico pubblico negli Stati Uniti. La vicenda ruota attorno a un’accusa precisa: la dipendenza da social media starebbe costando alle scuole enormi quantità di denaro, compromettendo l’apprendimento degli studenti e alimentando una vera e propria crisi di salute mentale tra i più giovani.
La causa del distretto scolastico del Kentucky
A portare avanti la battaglia legale è stato il Breathitt County School District, un distretto scolastico del Kentucky che ha deciso di trascinare in tribunale alcune delle più grandi piattaforme digitali del pianeta. Secondo quanto sostenuto nella causa, l’uso compulsivo dei social media tra gli studenti avrebbe provocato danni significativi al rendimento scolastico, costringendo le scuole a destinare risorse sempre maggiori per affrontare le conseguenze sul piano della salute mentale. Budget già sotto pressione, insomma, che si sono trovati ulteriormente gravati da problemi che, secondo il distretto, hanno origine ben precisa.
Snap, YouTube e TikTok hanno deciso di chiudere la questione con un accordo, ma i dettagli economici del patteggiamento non sono ancora stati resi noti. Questo tipo di riservatezza non sorprende, considerata la portata del caso e le implicazioni che potrebbe avere su centinaia di procedimenti simili. Va detto che non tutte le aziende coinvolte hanno scelto la stessa strada: Meta, infatti, resta ancora parte della causa e dovrà affrontare un processo. Particolare non secondario, visto il peso specifico di Meta nel panorama dei social media.
Un caso che potrebbe fare scuola per oltre mille cause simili
Quello che rende questa vicenda particolarmente rilevante è il suo valore di precedente. Il caso del Breathitt County è considerato un vero e proprio banco di prova, una sorta di cartina di tornasole per oltre 1.000 cause analoghe sparse in tutti gli Stati Uniti. Distretti scolastici di tutto il paese hanno avviato procedimenti legali con argomentazioni molto simili, accusando le piattaforme social di contribuire attivamente al peggioramento delle condizioni psicologiche degli studenti e, di riflesso, di gravare sui bilanci delle istituzioni educative. Il fatto che tre colossi come Snap, YouTube e TikTok abbiano preferito un accordo extragiudiziale piuttosto che andare a processo dice qualcosa sulla delicatezza della situazione. Resta da capire come si muoverà Meta, che evidentemente ha scelto una strategia diversa e sembra intenzionata a difendersi in tribunale. L’esito di quel processo potrebbe influenzare in maniera decisiva il destino delle altre cause pendenti.
