La possibilità di vedere il Touch ID su Apple Watch sembra ormai sfumata, almeno stando alle ultime indiscrezioni che circolano nel mondo tech. Apple avrebbe infatti scartato l’idea di integrare il sensore biometrico nella Digital Crown del suo orologio smart, e le ragioni sarebbero essenzialmente due: costi troppo alti e impatto negativo sulla batteria.
Dal brevetto del 2020 alle speranze del 2025
Tutto era partito nel 2020, quando una domanda di brevetto aveva rivelato che Apple stava valutando seriamente l’aggiunta di Touch ID alla corona digitale di Apple Watch. Le illustrazioni allegate al documento erano piuttosto esplicite, anche se il linguaggio del brevetto restava volutamente vago, come spesso accade con i documenti di proprietà intellettuale della casa di Cupertino. La cosa era rimasta un po’ in sordina per qualche anno, fino all’estate del 2025, quando del codice trapelato aveva riacceso l’entusiasmo. Quel codice faceva riferimento ai modelli 2026 di Apple Watch e includeva il supporto per “AppleMesa”, che è da tempo il nome in codice interno usato da Apple per identificare la tecnologia Touch ID. Sembrava tutto pronto per un debutto imminente.
E invece no. Un leaker considerato abbastanza affidabile ha fatto sapere che l’azienda avrebbe deciso di non procedere con questa implementazione. Una doccia fredda per chi ci sperava, certo, ma forse non una sorpresa enorme per chi conosce le dinamiche interne di Apple.
Perché Apple ha detto no al Touch ID su Apple Watch
Le motivazioni dietro questa scelta, stando a quanto riferito, sono sostanzialmente due. La prima riguarda i costi. Aggiungere un sensore biometrico alla Digital Crown comporta una spesa aggiuntiva in un momento in cui Apple sta già facendo i conti con margini più stretti del solito, a causa dell’aumento dei prezzi della memoria e di altri componenti. Non esattamente il periodo migliore per introdurre un elemento hardware in più che farebbe lievitare il costo di produzione.
La seconda ragione è altrettanto concreta e ha a che fare con lo spazio fisico all’interno del dispositivo. I circuiti necessari per gestire il sensore Touch ID occuperebbero una porzione dello spazio che attualmente viene riservato alla batteria. E proprio la batteria è uno dei fronti su cui Apple sembra voler concentrare gli sforzi: l’obiettivo dichiarato è quello di inserire batterie più capienti nei futuri modelli di Apple Watch, insieme a sensori per la salute sempre più avanzati. Sacrificare autonomia per una funzione di sblocco biometrico evidentemente non rientra nelle priorità attuali.
Lo sblocco resta affidato all’iPhone
Va detto che la logica attuale di Apple prevede che lo sblocco di Apple Watch avvenga tramite il collegamento con l’iPhone associato. Un sistema che, nella pratica quotidiana, funziona già in modo piuttosto comodo e che l’azienda non sembra avere fretta di cambiare. L’idea che un dispositivo indossabile come l’orologio debba avere un proprio sistema di identificazione biometrica indipendente resta, al momento, più un desiderio degli appassionati che una necessità reale dal punto di vista dell’esperienza utente.
Esistono comunque prove concrete che Apple abbia effettivamente esplorato questa strada: il brevetto e il codice trapelato non lasciano molti dubbi. Ma esplorare un’idea e portarla sul mercato sono due cose molto diverse, e nel caso del Touch ID su Apple Watch il rapporto tra benefici per l’utente e compromessi tecnici evidentemente non ha convinto chi prende le decisioni a Cupertino. La priorità, almeno per i modelli 2026, resta quella di migliorare autonomia e funzionalità legate alla salute.
