La saga di MindsEye non smette di aggiungere capitoli amari. Lo studio scozzese Build a Rocket Boy, già travolto dalle polemiche dopo il lancio disastroso del gioco, avrebbe appena tagliato la maggior parte del proprio organico con una nuova, massiccia ondata di licenziamenti. E stavolta i numeri sono davvero impressionanti.
Facciamo un passo indietro. Dopo il flop commerciale di MindsEye, lo studio aveva già dovuto ridurre il personale una prima volta. Poi era arrivato l’annuncio di un rilancio del progetto, accolto con un certo scetticismo da parte della community. A seguire, addirittura accuse di sabotaggio che avevano reso il quadro ancora più torbido. Ora, però, la situazione sembra aver preso una piega ancora peggiore.
Quasi 170 persone fuori: lo studio ridotto a circa 80 dipendenti
Stando a quanto emerso da fonti molto vicine al team di sviluppo, questa ultima tornata di licenziamenti avrebbe coinvolto quasi 170 dipendenti. Un numero enorme, che di fatto lascia Build a Rocket Boy con appena 80 persone circa ancora operative. Si tratta di un ridimensionamento estremo per uno studio che fino a poco tempo fa contava su un organico ben più ampio e ambizioso.
Va detto chiaramente: al momento non esiste nessuna conferma ufficiale da parte di Build a Rocket Boy su questa nuova ondata di tagli. Lo studio non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, né comunicati. Eppure le indicazioni che tutto questo sia effettivamente accaduto poggiano su elementi piuttosto solidi, difficili da ignorare.
Le conferme arrivano da LinkedIn
A far emergere il quadro reale della situazione ci pensano i profili LinkedIn di alcuni ormai ex membri del team. Tra questi, il Technical Level Designer James Tyler e l’Audio Designer Tom Cross, che hanno sostanzialmente aggiornato le proprie pagine professionali segnalando la fine della loro esperienza in BARB. Niente comunicati stampa, niente annunci roboanti: semplicemente, le persone coinvolte stanno iniziando a cercare nuove opportunità altrove, e questo racconta più di qualsiasi dichiarazione ufficiale.
Il destino di MindsEye, a questo punto, appare quanto mai incerto. Quello che doveva essere un progetto di grande respiro si è trasformato in una sequenza di eventi negativi che hanno colpito prima il prodotto stesso, poi le persone che ci lavoravano. Con un team ridotto a poco più di 80 elementi, qualsiasi piano di rilancio del gioco diventa oggettivamente complicato da portare avanti. Build a Rocket Boy si trova ora a dover fare i conti con una struttura drasticamente più piccola e con una reputazione che, tra flop, polemiche e licenziamenti di massa, ha subito danni considerevoli.
Resta da capire se lo studio scozzese deciderà finalmente di rompere il silenzio e comunicare qualcosa di concreto sulla direzione che intende prendere, o se MindsEye finirà per diventare l’ennesimo caso di un progetto videoludico ambizioso naufragato nel peggiore dei modi.
