Meta ha pubblicato i risultati finanziari dell’ultimo trimestre, e i numeri raccontano una storia con due facce molto diverse. Da un lato, un colosso pubblicitario che macina ricavi da capogiro. Dall’altro, la divisione AR/VR che continua a bruciare miliardi senza sosta, confermando un trend che ormai si ripete da tempo con una regolarità quasi impressionante.
Ricavi record per Meta, ma Reality Labs resta un problema
Partiamo dal quadro generale, che è tutt’altro che negativo. Anzi, è il contrario. I ricavi complessivi di Meta hanno raggiunto quota 52,7 miliardi di euro (circa 56,3 miliardi di dollari), segnando una crescita del 33% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Un risultato ampiamente sopra le attese degli analisti, trainato dalle piattaforme che tutti conosciamo e utilizziamo ogni giorno: Facebook, Instagram e WhatsApp. Sono queste app a generare la parte più massiccia del fatturato, confermando che il cuore pulsante dell’azienda batte ancora fortissimo nel settore della pubblicità digitale. L’utile netto complessivo si è attestato intorno ai 25,1 miliardi di euro, un dato che farebbe felice qualsiasi società al mondo.
Eppure, dentro questo quadro trionfale si nasconde una voce che fa storcere il naso a più di qualcuno. I Reality Labs, la divisione che si occupa di realtà aumentata e realtà virtuale, continuano a perdere soldi. E non spiccioli: parliamo di circa 4 miliardi di euro a trimestre, un ritmo che ormai sembra essere diventato strutturale. C’è un dettaglio che vale la pena menzionare, però. Nell’ultimo periodo preso in esame, la perdita operativa è stata leggermente inferiore rispetto a quella registrata nello stesso trimestre dell’anno fiscale precedente, quando si era arrivati a 3,9 miliardi di euro (4,2 miliardi di dollari). Un rallentamento piccolo, ma che esiste.
Il Metaverso di Zuckerberg resta una scommessa a lungo termine
Viene naturale chiedersi: fino a quando Meta potrà permettersi di sostenere perdite di questa portata? La risposta, almeno secondo Mark Zuckerberg, è che la partita va giocata con una visione di lungo periodo. Chi segue il settore ricorderà bene l’enfasi con cui venne annunciato il Metaverso qualche anno fa, quella svolta che portò persino al cambio di nome dell’intera azienda, da Facebook a Meta. Un annuncio in grande stile che fece parlare tutto il mondo tech. Il punto è che, a distanza di tempo, pochissime persone possono dire di aver avuto un’esperienza davvero significativa con il Metaverso. La promessa era enorme, la realtà dei fatti si è rivelata molto più tiepida.
Nonostante questo, dalla presentazione dei dati trimestrali emerge una posizione strategica che non cambia. La divisione AR/VR resta al centro dei piani futuri dell’azienda. Per Zuckerberg, la realtà aumentata e la realtà virtuale rappresentano ancora il terreno su cui costruire le prossime generazioni di interfacce immersive. È una scommessa che costa cara, certo, e che finora non ha prodotto ritorni economici paragonabili a quelli delle altre attività del gruppo. Ma il fatto che i ricavi delle piattaforme social continuino a crescere a ritmi sostenuti fornisce a Meta la liquidità necessaria per continuare a finanziare questa visione senza che il bilancio complessivo ne risenta in modo preoccupante. La perdita operativa dei Reality Labs, pur restando nell’ordine dei 4 miliardi di euro ogni tre mesi, viene di fatto assorbita dai margini enormi generati da Facebook, Instagram e WhatsApp.
