La spesa militare mondiale ha toccato nel 2025 la cifra record di 2.887 miliardi di dollari, segnando l’undicesimo anno consecutivo di crescita. A dirlo è lo Stockholm International Peace Research Institute (Sipri), il think tank con sede nella capitale svedese che da anni tiene sotto osservazione i bilanci della difesa di ogni singolo paese. L’incremento rispetto al 2024 è stato del 2,9% in termini reali, un dato inferiore al 9,7% dell’anno precedente ma comunque considerevole. Il rapporto tra spesa militare e prodotto interno lordo globale ha raggiunto il 2,5%, il livello più alto dal 2009. E tra i paesi che hanno spinto di più sull’acceleratore c’è l’Italia, con un aumento del 20% e una spesa complessiva di 48,1 miliardi di dollari (circa 43 miliardi di euro).
A frenare la crescita complessiva è stato soprattutto il calo registrato dagli Stati Uniti, che nel 2025 hanno speso 954 miliardi di dollari (circa 860 miliardi di euro), il 7,5% in meno rispetto al 2024. Un rallentamento legato alla mancata approvazione, per la prima volta dal 2022, di nuovi aiuti finanziari destinati all’Ucraina. Washington ha però continuato a investire nelle capacità militari nucleari e convenzionali. Nan Tian, direttore del programma sulla spesa militare e la produzione di armi del Sipri, ha sottolineato che questo calo sarà probabilmente di breve durata. La spesa approvata dal Congresso per il 2026 supera già i 1.000 miliardi di dollari (circa 900 miliardi di euro), e potrebbe arrivare a 1.500 miliardi di dollari (circa 1.350 miliardi di euro) nel 2027 se l’ultima proposta di bilancio del presidente Donald Trump dovesse essere accettata.
Spesa militare: l‘Europa spende come non faceva da decenni
Il dato più impressionante riguarda il continente europeo. La spesa militare in Europa ha raggiunto 864 miliardi di dollari (circa 780 miliardi di euro), con un balzo del 14% rispetto al 2024. A trainare questa impennata sono state soprattutto Russia e Ucraina. Mosca ha incrementato il proprio budget del 5,9%, portando la spesa militare al 7,5% del PIL. L’Ucraina ha fatto ancora di più. +20%, fino a 84,1 miliardi di dollari (circa 76 miliardi di euro), pari al 40% del proprio PIL.
Tra i paesi dell’Europa occidentale, la Germania ha registrato una crescita del 24%, raggiungendo 114 miliardi di dollari (circa 103 miliardi di euro) e superando per la prima volta dal 1990 la soglia del 2% del PIL, attestandosi al 2,3%. La Spagna ha messo a segno un incremento ancora più marcato. Parliamo di +50%, con finanziamenti per 40,2 miliardi di dollari (circa 36 miliardi di euro) e il superamento della soglia del 2% del PIL per la prima volta dal 1994. L’Italia del governo Meloni, come detto, ha segnato un +20% con 48,1 miliardi di dollari (circa 43 miliardi di euro). Nel complesso, i 29 paesi membri della Nato in Europa hanno speso 559 miliardi di dollari (circa 504 miliardi di euro) nel 2025.
Jade Guiberteau Ricard, ricercatrice presso il Programma Spese Militari e Produzione di Armamenti del Sipri, ha evidenziato che la spesa militare dei membri europei della Nato è aumentata più rapidamente che in qualsiasi altro momento dal 1953, avvertendo però che il rischio per il futuro è che i confini tra le spese militari e le altre spese legate alla difesa e alla sicurezza si confondano, riducendo la trasparenza.
Cosa succede nel resto del mondo
Fuori dall’Europa, lo scenario è altrettanto movimentato. Israele ha ridotto la propria spesa militare per effetto del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza dopo due anni di genocidio del popolo palestinese, che ha portato a una riduzione dell’intensità dei bombardamenti. Anche l’Iran ha fatto segnare un calo in termini reali, dovuto però all’elevata inflazione, mentre la spesa è aumentata in termini nominali.
La Cina ha incrementato il budget del 7,4%, raggiungendo 336 miliardi di dollari (circa 303 miliardi di euro) e fissando il trentunesimo aumento consecutivo. Taiwan, alle prese con le tensioni con Pechino, ha aumentato la spesa del 14%. Il Giappone è cresciuto del 9,7%, raggiungendo con 62,2 miliardi di dollari (circa 56 miliardi di euro) la quota più alta rispetto al PIL dal 1958. L’India ha registrato un +8,9%, arrivando a 92,1 miliardi di dollari (circa 83 miliardi di euro). In Africa la spesa militare è salita dell’8,5%, con la Nigeria che spicca per un +55%.
Xiao Liang, ricercatore del Sipri, ha commentato che nel 2025 gli Stati hanno risposto a un altro anno di guerre, incertezza e sconvolgimenti geopolitici con massicci programmi di riarmo, aggiungendo che, considerata la portata delle crisi attuali e gli obiettivi di spesa a lungo termine di molti paesi, è probabile che questa crescita continui fino al 2026 e oltre.
