La battaglia legale tra Epic Games e Apple ha appena registrato un nuovo colpo di scena, con la Corte d’Appello del Nono Circuito degli Stati Uniti che ha ribaltato una decisione presa poche settimane fa, rimettendo in moto l’applicazione di una sentenza che obbliga Apple ad allentare alcune regole dell’App Store legate ai metodi di pagamento alternativi. Una mossa che cambia parecchio gli equilibri, proprio mentre Apple tenta di portare il caso davanti alla Corte Suprema.
Come si è arrivati a questo punto
All’inizio di aprile 2026, la Corte d’Appello del Nono Circuito aveva accolto la richiesta di Apple di sospendere temporaneamente l’applicazione di una sentenza sfavorevole, in attesa di un eventuale ricorso alla Corte Suprema. Una pausa che, nei fatti, permetteva ad Apple di mantenere lo status quo sulle regole dell’App Store riguardanti i pagamenti di terze parti.
Epic Games, però, non è rimasta a guardare. Ha presentato due istanze: nella prima sosteneva di non aver avuto tempo sufficiente per preparare una risposta adeguata alla richiesta di sospensione di Apple, nella seconda chiedeva direttamente alla corte di rigettare quella stessa richiesta. Secondo Epic Games, la mossa di Apple rappresentava “un’altra tattica dilatoria per impedire alla corte di stabilire limiti significativi e permanenti alla capacità di Apple di imporre commissioni ingiustificate sui pagamenti di terze parti”.
Apple ha risposto argomentando che non ci fosse motivo di riesaminare la sospensione e che mantenerla avrebbe evitato procedimenti inutili nei tribunali inferiori durante il tentativo di ottenere una revisione da parte della Corte Suprema. Epic Games ha replicato sostenendo che Apple non avesse dimostrato alcuna reale necessità per quella sospensione e che, anche in caso di ricorso alla Corte Suprema, i procedimenti nei tribunali inferiori sarebbero comunque andati avanti. Dunque, tanto valeva far procedere entrambi i binari in parallelo.
La corte ribalta tutto
Nella serata del 28 aprile 2026, la Corte d’Appello del Nono Circuito ha accolto la richiesta di riconsiderazione presentata da Epic Games, annullando la precedente decisione di sospendere il mandato. Nella motivazione, i giudici hanno spiegato di essere stati convinti dagli argomenti di Epic secondo cui Apple non ha dimostrato che la Corte Suprema sia effettivamente propensa ad accettare il caso o a ribaltare la sentenza. Inoltre, la corte ha sottolineato che “Apple non ha mostrato buone ragioni per mantenere la sospensione precedentemente concessa”.
Un passaggio chiave della decisione recita: Apple non ha dimostrato che eventuali procedimenti in sede di rinvio le causerebbero un danno irreparabile in assenza di sospensione. Apple sostiene che i procedimenti di rinvio sarebbero “prematuri”, ma anche se la Corte Suprema dovesse accogliere le sue argomentazioni, ci sarebbero comunque ulteriori procedimenti, in particolare sulla questione delle commissioni, e questi procedimenti avrebbero probabilmente un aspetto molto simile, se non identico, indipendentemente dal ricorso.
La corte ha quindi concluso che Apple non ha soddisfatto i requisiti previsti dalla Regola Federale di Procedura d’Appello 41(d), che impone a chi chiede la sospensione del mandato in attesa di un ricorso alla Corte Suprema di dimostrare che la petizione solleverebbe una questione sostanziale e che esistano buone ragioni per la sospensione stessa.
La reazione di Epic Games
Subito dopo la decisione, Epic Games ha pubblicato un messaggio su X affermando che “le commissioni ingiustificate imposte da Apple sugli acquisti effettuati al di fuori dell’App Store danneggiano consumatori e sviluppatori e violano la legge”. Il CEO di Epic Games, Tim Sweeney, ha aggiunto: “Le tattiche dilatorie di Apple sono giunte al termine! Ora Epic contro Apple torna davanti alla giudice Gonzales Rogers per le udienze su quali commissioni esattamente Apple possa applicare per recuperare i costi di revisione delle app che utilizzano metodi di pagamento concorrenti”.
