Il futuro di Stellantis continua a tenere banco nel mondo dell’automotive, e le ultime indiscrezioni sembrano finalmente fare chiarezza su una questione che circola da mesi: nessuno dei 14 brand del Gruppo verrà ceduto o chiuso. Una notizia che in molti aspettavano, soprattutto dopo le voci insistenti su possibili tagli al portafoglio marchi. A quanto pare, la strada scelta è diversa e punta su una riorganizzazione strategica piuttosto che su dismissioni.
I quattro marchi su cui Stellantis punterà di più
Secondo le dichiarazioni raccolte nelle ultime settimane, Antonio Filosa, attuale ceo di Stellantis, ha respinto in modo netto qualsiasi ipotesi di chiusura dei brand. La direzione intrapresa è un’altra: concentrare la maggior parte degli investimenti su quattro marchi considerati strategici, ovvero Fiat, Jeep, Peugeot e Ram. Questi quattro nomi diventeranno i pilastri attorno a cui ruoterà l’intera architettura industriale del Gruppo.
E gli altri? Non verranno abbandonati, ma ripensati in chiave regionale. Significa che per ciascun marchio verranno individuati i mercati dove è già forte o dove può realisticamente crescere, rinunciando però a uno sviluppo su scala globale. Un approccio più pragmatico, diciamo così, che punta a massimizzare i risultati senza disperdere risorse.
Brand come Alfa Romeo, Citroën e Opel riceveranno comunque finanziamenti, ma con una logica precisa: costruire modelli basati sulle tecnologie e le piattaforme dei quattro marchi principali. Questo non vuol dire che vedremo una Alfa Romeo su base Fiat o una Citroën imparentata con Jeep in modo banale. Il ragionamento è più sottile. Alfa Romeo potrebbe derivare alcune soluzioni tecniche da Jeep, mentre Citroën potrebbe legarsi ancora di più a Fiat e Opel, come peraltro già avviene in parte oggi.
Questa strategia dovrebbe aiutare Stellantis a risalire la china dopo la gestione precedente, che era orientata in modo più marcato verso l’elettrico, e a contrastare con maggiore efficacia la crescente concorrenza cinese.
Lancia, DS, Opel e Citroën: marchi regionali, non marchi morti
Proprio i brand che negli scorsi mesi erano stati indicati come candidati alla chiusura possiedono, secondo Filosa, un potenziale concreto in determinati mercati. Lancia, DS, Citroën e Opel lavoreranno quindi su una distribuzione mirata: pochi mercati, ma quelli giusti.
Il caso di Lancia è emblematico. Con il lancio della nuova Ypsilon, il marchio è tornato a vendere anche al di fuori dell’Italia, ma senza ambizioni di espansione planetaria. Roberta Zerbi, ceo di Lancia, ha confermato questa visione pochi giorni fa, spiegando che l’apertura di nuovi mercati non è all’ordine del giorno. La priorità è consolidare le posizioni attuali, a partire dalla Francia, dove i risultati nelle concessionarie sono definiti ottimi.
Un altro caso interessante riguarda la collaborazione tra Leapmotor e Opel. Secondo alcune indiscrezioni, la Casa tedesca potrebbe utilizzare tecnologie cinesi per il prossimo SUV, attingendo nello specifico a quelle della B10. Questo permetterebbe a Opel di disporre di powertrain elettrici o ad autonomia estesa, sfruttando una partnership già attiva all’interno dell’ecosistema Stellantis.
Va precisato che tutte queste informazioni restano al momento indiscrezioni e rumors. Per conoscere i dettagli ufficiali del nuovo piano industriale di Stellantis bisognerà attendere il 21 maggio, quando il Gruppo presenterà la propria visione strategica per i prossimi anni.
