Da tempo ormai chi possiede Pixel 8 o Pixel 8 Pro lamenta problemi con la connettività wireless, e finalmente qualcuno sembra aver capito cosa sta succedendo davvero sotto la scocca di questi smartphone. Gli smartphone di Google sono notoriamente apprezzati per il software pulito, fluido e pieno di funzioni intelligenti che rendono l’esperienza quotidiana molto piacevole. Anche la qualità fotografica non si discute. Però, sul fronte dell’hardware, la storia è un po’ diversa: la qualità costruttiva dei Pixel ha mostrato più di una volta qualche debolezza, e questa nuova scoperta potrebbe essere l’ennesima conferma.
Il punto è questo: da mesi si accumulano segnalazioni da parte di utenti che riscontrano connessioni Wi-Fi e Bluetooth instabili o addirittura completamente assenti sui loro Pixel 8 e Pixel 8 Pro. Spesso questi malfunzionamenti sembrano comparire in coincidenza con gli aggiornamenti software mensili, il che ha fatto pensare per molto tempo a un problema puramente software. Ma la realtà potrebbe essere molto più concreta e fisica di così.
La saldatura del modulo wireless sotto accusa
Un laboratorio di riparazioni canadese, Cell Care Phone Repair di Vancouver, è intervenuto su un’unità affetta da questi problemi e ha fatto una scoperta piuttosto interessante. Dopo aver aperto il dispositivo, i tecnici hanno dissaldato il modulo wireless, pulito accuratamente i contatti e poi lo hanno risaldato. Il risultato? La connettività è tornata perfettamente operativa e stabile fin da subito.
Ora, è chiaro che da un singolo caso non si può trarre una conclusione universale valida per tutti i Pixel 8 e Pixel 8 Pro in circolazione. Però la spiegazione è decisamente plausibile. L’utilizzo di materiali non proprio di primissima scelta, oppure un assemblaggio un po’ grossolano nella fase di produzione, potrebbe tranquillamente passare inosservato nei primi mesi di vita dello smartphone, per poi manifestarsi successivamente. Soprattutto dopo ripetuti stress termici.
E qui entra in gioco un dettaglio che non è affatto banale: l’installazione degli aggiornamenti software comporta un’attività particolarmente intensa da parte del SoC, il processore che gestisce tutto. Il chip Tensor dei Pixel è già noto per non essere esattamente un campione di efficienza termica. Quando lavora a pieno regime, genera calore, e quel calore provoca espansioni e contrazioni dei materiali. Col passare del tempo, specialmente se ci sono impurità nei contatti o nel materiale delle saldature, queste micro deformazioni ripetute possono creare crepe e interruzioni nella continuità elettrica.
Un problema noto nel mondo dell’elettronica, ma Google tace
Questo tipo di fenomeno, va detto, non è affatto raro nel mondo dell’elettronica. Le temperature elevate raggiunte durante i picchi di utilizzo non sono tali da fondere nulla, ma bastano comunque a degradare progressivamente le connessioni fisiche tra i componenti. È qualcosa che i tecnici conoscono bene e che può colpire qualsiasi dispositivo, ma che diventa più probabile quando la qualità dei materiali o dell’assemblaggio non è ai massimi livelli.
Il fatto che tanti utenti abbiano notato i problemi proprio dopo gli aggiornamenti mensili ha un senso, se letto sotto questa luce: non è l’aggiornamento software in sé a rompere qualcosa, ma il carico computazionale che accompagna l’installazione potrebbe rappresentare lo stress termico sufficiente a far emergere un difetto hardware latente sui Pixel 8 e Pixel 8 Pro.
Al momento, Google non ha riconosciuto ufficialmente il problema né rilasciato alcuna dichiarazione pubblica a riguardo.
