Il colosso di Redmond compie una mossa senza precedenti nella sua storia cinquantennale: Microsoft ha annunciato un piano di pensionamento volontario riservato a una parte dei propri dipendenti statunitensi. È la prima volta in assoluto che l’azienda propone un programma di questo tipo, e il tempismo non è casuale. Il settore tech sta attraversando una fase di profonda ristrutturazione che va avanti ormai da diversi anni. Dalla fine della pandemia, le grandi aziende tecnologiche hanno attraversato ondate successive di licenziamenti, in parte legate all’avvento dell’intelligenza artificiale, in parte riconducibili alle assunzioni eccessive fatte durante l’emergenza sanitaria. C’è chi sostiene che l’AI non c’entri poi così tanto, almeno in molti casi, e che il vero nodo sia semplicemente il ridimensionamento di organici gonfiati in un periodo anomalo.
Come funziona il programma e chi può accedervi
Il programma, battezzato ufficialmente “one-time Voluntary Retirement Program”, non è aperto a tutti. Stando al memo interno inviato dalla responsabile delle risorse umane Amy Coleman ai dipendenti, l’iniziativa è riservata esclusivamente al personale con sede negli Stati Uniti che soddisfa un requisito ben preciso: la somma tra età anagrafica e anni di servizio in azienda deve raggiungere almeno quota 70. Quindi, per fare un esempio pratico, una persona di 55 anni con 15 anni di lavoro alle spalle in Microsoft rientrerebbe tra gli idonei.
Coleman ha descritto il piano come un’agevolazione pensata per chi sta già valutando una transizione professionale, accompagnata da un pacchetto di supporto che viene definito “generoso”. I dettagli economici, però, non sono stati resi pubblici. Non è dato sapere, almeno per ora, a quanto ammonti concretamente l’offerta né quali benefit specifici siano inclusi nel pacchetto. Quello che è chiaro è che Microsoft vuole offrire un’uscita morbida a una fascia specifica di lavoratori, senza passare per i tagli più traumatici che hanno caratterizzato il settore negli ultimi tempi.
Novità anche sul sistema di incentivi e valutazione delle performance
Il pensionamento volontario non è l’unica novità annunciata da Microsoft. Amy Coleman ha comunicato anche una serie di modifiche al sistema di incentivi e bonus aziendali, che si possono riassumere come una semplificazione dell’impianto attuale. Cambia innanzitutto il modo in cui vengono valutate le performance dei dipendenti: le fasce di giudizio passano da nove a cinque, un taglio netto che dovrebbe rendere tutto più leggibile e meno burocratico.
C’è poi un’altra modifica significativa: le azioni societarie non saranno più direttamente legate ai bonus. Questo lascia ai manager una maggiore discrezionalità nel premiare chi si distingue per risultati concreti, senza dover seguire schemi rigidi. Infine, Microsoft ha deciso di abolire alcuni meccanismi interni storicamente piuttosto impopolari tra i dipendenti, come il cosiddetto “stack ranking”, un sistema di classificazione forzata che costringeva i responsabili a distribuire i giudizi lungo una curva predefinita, penalizzando inevitabilmente qualcuno anche all’interno di team composti da persone tutte valide.
Queste modifiche, insieme al piano di pensionamento volontario di Microsoft, disegnano un quadro di trasformazione interna piuttosto ampio, che tocca sia la composizione dell’organico sia le regole del gioco per chi resta.
