Chi pensava che gli smartphone economici avrebbero continuato a costare poco come negli ultimi anni potrebbe dover rivedere le proprie aspettative. La notizia è che Samsung starebbe per cessare la produzione di RAM LPDDR4 e LPDDR4X, ovvero quei chip di memoria mobile che rappresentano ancora oggi la spina dorsale della fascia bassa del mercato. Parliamo delle memorie che si trovano su dispositivi come Galaxy A17, tanto per fare un esempio concreto.
La decisione sarebbe già operativa: Samsung sta rifiutando i nuovi ordini di RAM LPDDR4, mentre continuerà a evadere quelli già ricevuti in precedenza. Per quanto riguarda le LPDDR4X, lo stesso scenario dovrebbe materializzarsi a breve, anche se al momento non esistono tempistiche ufficiali. Samsung non ha confermato nulla pubblicamente, ma le indiscrezioni che arrivano dalla Corea del Sud sembrano piuttosto solide.
E qui viene il punto dolente. Samsung è uno dei tre maggiori produttori mondiali di RAM. Quando un colosso di questa portata decide di abbandonare un segmento, le conseguenze si sentono eccome. La disponibilità di quei chip cala, e i prezzi, prevedibilmente, tendono a salire. Non è una questione di se, ma di quando.
Due strade, entrambe scomode
Per i produttori che costruiscono smartphone nella fascia più accessibile si apre uno scenario tutt’altro che roseo. Le alternative sono sostanzialmente due, e nessuna delle due è indolore. La prima: continuare a cercare LPDDR4 sul mercato, sapendo che diventeranno sempre più rare e quindi più costose. La seconda: passare direttamente alle LPDDR5, montandole anche sui SoC entry level di Qualcomm, MediaTek ed Exynos. Il problema è che anche questa strada fa lievitare i costi di produzione. E quei costi, inevitabilmente, finiscono per scaricarsi sui prezzi al pubblico.
Dal punto di vista di Samsung, la scelta ha una sua logica industriale abbastanza chiara. Concentrarsi su memorie più sofisticate e redditizie, in particolare quelle destinate al settore dell’intelligenza artificiale, garantisce margini decisamente più alti. Il flusso di ricavi diventa più stabile rispetto a quello generato dal mercato consumer di fascia bassa, dove la competizione sui prezzi è feroce e i margini risicati. Non si tratta di cinismo, quanto piuttosto di seguire il denaro. E il denaro, in questo momento, sta andando verso le memorie premium.
Smartphone sotto i 200 euro: prezzi destinati a salire
La pressione sui costi di produzione degli smartphone economici si inserisce peraltro in un contesto più ampio. La crisi dei chip di memoria non accenna a placarsi, e questa mossa di Samsung rischia di accelerare un trend che era già in atto. La corsa alle memorie destinate all’AI sta già alzando i prezzi su tutta la filiera, e l’uscita di scena di uno dei principali fornitori dal segmento LPDDR4 non farà altro che inasprire la situazione.
