Il costo della ricarica di un’auto elettrica è tornato prepotentemente al centro del dibattito, soprattutto ora che i prezzi dei carburanti tradizionali continuano a salire senza sosta. Uno studio elaborato da Federcarrozzieri, l’associazione delle autocarrozzerie italiane, ha messo nero su bianco numeri che fanno riflettere: percorrere 100 km con un veicolo elettrico ricaricato da rete domestica costa oggi in media 5,6 euro, contro gli 11,8 euro del gasolio e gli 11,6 della benzina. Praticamente la metà, e anche qualcosa in meno.
Lo studio si basa sui prezzi rilevati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nella settimana dal 6 al 12 aprile 2026 e mette a confronto i costi per 100 km delle principali motorizzazioni disponibili sul mercato. Il risultato, va detto, è piuttosto netto e lascia poco spazio alle interpretazioni.
Facendo due conti su base annua la forbice si allarga ancora di più. Con una percorrenza media italiana di circa 10.200 km all’anno, chi ricarica a casa spende intorno ai 571 euro, mentre chi guida un’auto a gasolio arriva a sborsare circa 1.208 euro. Parliamo di una differenza di 637 euro, che corrisponde a un risparmio del 52,7%. E chi ha la fortuna di disporre di un impianto fotovoltaico può addirittura azzerare i costi di ricarica nelle ore in cui l’energia solare è disponibile.
Il peso delle colonnine pubbliche e degli abbonamenti
Ovviamente il quadro cambia parecchio a seconda di dove avviene la ricarica dell’auto elettrica. Chi utilizza le colonnine pubbliche con abbonamenti o pacchetti dei gestori spende tra 6,8 e 10,4 euro per 100 km. Siamo ancora sotto il gasolio, ma il margine si riduce in modo evidente. Senza abbonamento, poi, la tariffa a consumo sale a circa 12 euro per 100 km, praticamente lo stesso livello di un pieno tradizionale.
Un dato che pesa ancora di più se si considera che la ricarica pubblica in Italia resta tra le più costose d’Europa. La media italiana si attesta a 5,57 euro per 100 km alle colonnine, contro i 3,79 euro della media europea. Non proprio un dettaglio trascurabile per chi non ha la possibilità di ricaricare a casa o in ufficio.
Una fotografia legata al momento attuale
Lo studio di Federcarrozzieri fotografa una situazione resa particolarmente favorevole all’elettrico dall’impennata dei prezzi dei carburanti, legata alla crisi in Medio Oriente. Benzina e gasolio hanno registrato aumenti molto più marcati rispetto alle tariffe di ricarica elettrica, che pur essendo salite hanno seguito un ritmo decisamente più contenuto. Questo significa che il vantaggio economico dell’auto elettrica, almeno per quanto riguarda il costo al chilometro, è in parte figlio di una congiuntura sfavorevole ai carburanti fossili.
Va anche precisato che lo studio confronta esclusivamente i costi di rifornimento e ricarica, senza tenere conto del prezzo d’acquisto del veicolo, che per molti automobilisti resta significativamente più alto rispetto alle auto con motore termico equivalenti.
