Il fenomeno ha ormai assunto proporzioni difficili da ignorare: milioni di giocatori accedono a Epic Games Store praticamente solo per riscattare i titoli gratuiti, e subito dopo tornano su Steam. Entrano, scaricano, spariscono. Una dinamica che sta mettendo in seria difficoltà la strategia di crescita di Epic Games, nonostante i numeri in apparenza importanti. Lo store ha raggiunto circa 78 milioni di utenti attivi mensili e ha generato circa 360 milioni di euro nel 2025 dai giochi non sviluppati internamente. Cifre che fanno colpo, ma che la stessa azienda ha definito “inferiori alle aspettative”. Perché il problema non è attirare persone sulla piattaforma. Il problema è farle restare.
Secondo diverse testimonianze interne, la dinamica è ormai cristallizzata. I giocatori accedono a Epic Games Store quando vengono offerti giochi gratuiti, una strategia che Epic utilizza da anni, li riscattano e poi abbandonano tutto. In molti casi, continuano a giocare su Steam, che resta il punto di riferimento principale per funzionalità, community e abitudini consolidate. Si crea così un paradosso piuttosto evidente: uno store molto visitato, ma poco utilizzato nel lungo periodo. E questo, per chi investe miliardi in acquisizioni e promozioni, è un segnale tutt’altro che rassicurante.
Le difficoltà di Epic tra progetti incompleti e tagli al personale
I problemi non si fermano allo store. Negli ultimi anni Epic ha affrontato difficoltà legate alla propria strategia complessiva. Nonostante il successo globale di Fortnite, molti nuovi progetti e aggiornamenti non hanno ottenuto i risultati sperati. Alcune modalità del gioco sono state chiuse, altre iniziative sono state lanciate e poi ridimensionate. L’azienda stessa ha riconosciuto di non essere riuscita a mantenere costante la qualità e l’interesse del pubblico.
C’è poi una questione organizzativa che fa discutere parecchio: la velocità. Secondo diverse fonti interne, Epic tende a sviluppare e pubblicare prodotti molto rapidamente, a volte prima che siano completamente pronti. Alcuni dipendenti hanno descritto questi progetti come versioni “0.5”, cioè non ancora mature. Un approccio che può funzionare in certi contesti, ma che rischia di compromettere la qualità e la fiducia degli utenti nel lungo periodo. Le conseguenze concrete non si sono fatte attendere: l’azienda ha avviato un piano di riduzione dei costi da circa 450 milioni di euro, che ha portato al licenziamento di oltre 1000 dipendenti. Una decisione legata anche al rallentamento della crescita e alle difficoltà nel trovare nuovi successi dopo Fortnite.
Le mosse di Epic per rilanciarsi: Disney e l’ecosistema mobile
Per provare a cambiare rotta, Epic sta cercando nuove strade. Una delle più significative è la collaborazione con Disney, un accordo da circa 1,35 miliardi di euro che prevede la creazione di nuovi giochi, tra cui uno shooter con elementi simili agli “extraction game”. L’obiettivo è costruire un vero e proprio universo condiviso che unisca videogiochi e intrattenimento. I primi risultati sembrano promettenti: alcune collaborazioni hanno già aumentato gli abbonamenti a Disney+ oltre le aspettative.
Parallelamente, Epic sta tentando di rafforzare il proprio ecosistema unificando lo store PC con quello mobile. Anche qui, però, emergono criticità: l’app mobile è stata sviluppata in tempi molto rapidi, con investimenti elevati e risultati inferiori alle previsioni iniziali. Ostacoli tecnici e legali legati ai sistemi di Apple e Google hanno reso ancora più complicata la diffusione.
