Una strada di mattoni gialli adagiata sul fondo dell’oceano. Sembra l’inizio di un film fantasy, e invece è quello che una spedizione scientifica ha trovato davvero su una dorsale sottomarina a nord delle isole Hawaii. La scoperta risale a quattro anni fa, quando la nave da esplorazione Nautilus stava conducendo un’indagine sulla dorsale di Liliʻuokalani, all’interno del Monumento Nazionale Marino di Papahānaumokuākea. Le immagini catturate durante l’immersione sono, a dirla tutta, inquietanti. Il video riassuntivo pubblicato su YouTube lo conferma. Guardando quelle riprese viene spontaneo pensare a qualcosa di costruito dall’uomo, magari in un’epoca remotissima.
E infatti la domanda sorge naturale. Può trattarsi di una vera strada pavimentata nell’antichità? A prima vista sembrerebbe proprio così. Quegli allineamenti regolari, quei blocchi che ricordano mattoni posati con cura, evocano l’idea di una civiltà sommersa, cancellata dalle acque in un passato lontanissimo. Ma la realtà è un’altra. I ricercatori hanno chiarito ufficialmente la natura di quella formazione, e la spiegazione è tanto scientifica quanto affascinante. La strada di mattoni gialli che sembra condurre verso la mitica città di Atlantide è in realtà un esempio di antica geologia vulcanica attiva. Nessuna civiltà perduta, nessun selciato sommerso.
La spiegazione scientifica dietro la strada di mattoni gialli
Sulla sommità del monte sottomarino Nootka, il team del Corps of Exploration ha individuato una formazione che ricorda il letto di un lago prosciugato. Oggi è stata identificata come una colata fratturata di ialoclastite, una roccia vulcanica che si forma durante eruzioni ad alta energia, quando numerosi frammenti rocciosi si depositano sul fondale marino. È questo processo geologico a creare quell’effetto ottico così sorprendente, quel pattern ordinato che inganna l’occhio e fa pensare a un intervento umano.
Migliaia di monti sottomarini si ergono dal fondale del Pacifico centrale e occidentale, in configurazioni complesse la cui distribuzione e origine geologica devono ancora essere pienamente comprese. Quello che sappiamo è che le singolari fratture a 90 gradi visibili sulla strada di mattoni gialli sono probabilmente legate allo stress termico provocato dai cicli di riscaldamento e raffreddamento derivanti da molteplici eruzioni lungo questo margine vulcanico.
Le reazioni dei ricercatori durante l’immersione
Nel video che ha ripreso la strana formazione si sentono chiaramente le voci dei ricercatori, e le loro reazioni sono tutto fuorché composte. “È la strada per Atlantide”, esclama qualcuno. “La strada di mattoni gialli?”, risponde un collega. E poi ancora un altro membro del team: “È bizzarro”. Seguito da: “Stai scherzando? È una follia”. Reazioni comprensibili, perché trovarsi davanti a qualcosa del genere sul fondo dell’oceano non è esattamente un’esperienza ordinaria, nemmeno per chi fa ricerca oceanografica di mestiere.
I ricercatori dell’Ocean Exploration Trust hanno sottolineato che l’esplorazione di quest’area, mai indagata prima, sta contribuendo ad approfondire la conoscenza della vita che popola le pendici rocciose di questi antichi e profondi monti sottomarini, e di quella che si sviluppa al loro interno.
