Una Ferrari F40 preparata da Hamann Motorsport sta per tornare sotto i riflettori dopo anni di oblio. Venduta originariamente in Germania come versione stradale, questa F40 del 1990 venne poi convertita alle specifiche da competizione dalla celebre azienda tedesca di tuning, con un contributo tutt’altro che marginale: quello di Peter Sauber, ingegnere svizzero e fondatore dell’omonimo team di Formula 1. L’esemplare sarà battuto all’asta da Sotheby’s il prossimo 25 aprile a Monte Carlo, con una stima di aggiudicazione compresa fra 2.250.000 e 2.750.000 euro. Una cifra che racconta già da sola quanto sia raro e ricercato questo tipo di “Competition Conversion” sul mercato del collezionismo.
Vale la pena ricordare come nacque Ferrari F40. L’idea prese forma negli anni Ottanta, quando Enzo Ferrari volle celebrare i quarant’anni del Cavallino con qualcosa di assolutamente straordinario. Il Drake riunì i migliori tecnici disponibili per dar vita a quella che molti considerano la prima hypercar della storia. Sotto la guida di Nicola Materazzi, nomi come Aldo Brovarone, Leonardo Fioravanti e Pietro Camardella lavorarono a un progetto destinato a cambiare per sempre il panorama dell’automobile sportiva.
Il cuore racing di Ferrari F40 by Hamann
Ferrari, in modo inaspettato, scelse un V8 biturbo da 2.936 cm³ anziché il classico V12. Con due turbocompressori IHI, distribuzione a doppio albero a camme in testa per bancata e quattro valvole per cilindro, la F40 stradale offriva numeri impressionanti: rapporto peso/potenza di 2,58 kg/CV, potenza specifica di 163 CV/litro, accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 4,10 secondi e una velocità massima record di 324 km/h.
Ma i tecnici di Hamann vollero spingersi oltre. Con la consulenza di Peter Sauber, sostituirono le turbine IHI di serie con due unità KKK, aumentarono la pressione di sovralimentazione, installarono doppie valvole wastegate e rinforzarono una serie di componenti interni. Il risultato? Un V8 capace di erogare fino a 720 cavalli, gestiti attraverso una centralina MoTeC a tre stadi che consente di scegliere fra tre livelli di potenza: 550, 650 e 720 cavalli. Un dettaglio tecnico notevole per una vettura nata alla fine degli anni Ottanta.
L’esemplare, identificato con il numero di telaio 84326, partecipò ad alcune gare ufficiali della BPR Global GT Series nel 1996, tra cui la 4 Ore di Spa e la 4 Ore del Nürburgring. I risultati in pista, però, non furono esaltanti: nessun arrivo sotto la bandiera a scacchi al Nürburgring e un 26° posto a Spa Francorchamps, nonostante il potenziale meccanico dell’auto fosse evidente.
Un restauro triennale e documentazione da oltre 100 pagine
Dopo la parentesi agonistica, Ferrari F40 by Hamann passò nel Regno Unito, dove il motore venne ricostruito dalla ditta di ingegneria Crosthwaite & Gardiner. Successivamente, un restauro triennale completato nel 2015 da Moto Technique Ltd riportò la vettura a condizioni eccellenti. L’intero lavoro è ampiamente documentato in svariate pubblicazioni di settore e corredato da oltre 100 pagine di immagini, un dossier che certifica ogni fase dell’intervento.

