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Fossile di 250 milioni di anni svela un segreto sui mammiferi

Una scoperta in Sudafrica rivela che i nostri lontanissimi antenati mammiferi si riproducevano deponendo uova, come i rettili di oggi.

scritto da Rossella Vitale 15/04/2026 0 commenti 2 Minuti lettura
Fossile di 250 milioni di anni svela un segreto sui mammiferi
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Sembra quasi un controsenso, eppure è esattamente quello che è emerso da uno studio fresco di pubblicazione su Plos One: gli antenati dei mammiferi deponevano le uova. A parte l’ornitorinco, oggi nessun mammifero lo fa più, ma milioni di anni fa la storia era parecchio diversa. E adesso, grazie a un fossile rinvenuto in Sudafrica contenente un embrione di Lystrosaurus risalente a circa 250 milioni di anni fa, un team di ricerca internazionale coordinato dalla University of the Witwatersrand e dall’Esrf (European Synchrotron Radiation Facility) in Francia ha finalmente messo un punto fermo su un mistero scientifico che durava da decenni.

Il Lystrosaurus era un terapside erbivoro, e la sua fama nel mondo della paleontologia è legata soprattutto a un fatto notevole: riuscì a sopravvivere all’estinzione di massa del Permiano superiore, circa 252 milioni di anni fa. Parliamo dell’evento di estinzione più devastante che il pianeta abbia mai conosciuto. Mentre innumerevoli specie scomparivano, il Lystrosaurus non solo non si estinse, ma prosperò in un contesto segnato da instabilità ambientale feroce, temperature altissime e siccità prolungate.

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La scoperta del fossile e la tecnologia che ha cambiato tutto

Il fossile in questione fu scoperto in Sudafrica nel 2008, quasi 17 anni fa. Già durante le prime analisi, i ricercatori si resero conto di trovarsi davanti a un piccolo di Lystrosaurus perfettamente raggomitolato. Il sospetto che fosse morto all’interno di un uovo c’era fin dall’inizio, ma come ha spiegato Jennifer Botha, autrice dello studio, “all’epoca semplicemente non avevamo la tecnologia per confermarlo”. Lo sviluppo della tomografia computerizzata a raggi X di sincrotrone di ultima generazione, disponibile presso l’Esrf, ha permesso finalmente ai ricercatori di verificare quel sospetto e dimostrare che si trattava effettivamente di un embrione racchiuso in un uovo.

Le analisi successive hanno svelato dettagli ancora più interessanti. L’antenato dei mammiferi deponeva uova dal guscio molle, relativamente grandi rispetto alle dimensioni corporee dell’animale. Questo particolare non è affatto secondario: nelle specie moderne, le uova più grandi contengono generalmente più tuorlo, e quindi più nutrienti per far sviluppare l’embrione in modo autonomo. Partendo da questa osservazione, i ricercatori hanno ipotizzato che il Lystrosaurus non producesse latte per la prole, a differenza dei mammiferi moderni. Le dimensioni maggiori delle uova, inoltre, le rendevano più resistenti alla disidratazione, una caratteristica che in un ambiente instabile come quello successivo alla grande estinzione poteva fare la differenza tra sopravvivere e scomparire.

Cuccioli precoci e strategie riproduttive vincenti

I risultati dello studio suggeriscono anche che i piccoli di Lystrosaurus fossero probabilmente precoci, uscendo dalle uova già in una fase avanzata dello sviluppo. Questo significava essere in grado di nutrirsi da soli, sfuggire ai predatori e raggiungere rapidamente la maturità riproduttiva. Una strategia che, evidentemente, funzionava alla grande.

Oltre a fornire la prima prova diretta che gli antenati dei mammiferi deponevano uova, lo studio apre una finestra su come le strategie riproduttive del Lystrosaurus possano aver influenzato concretamente la sua sopravvivenza in ambienti estremi. “Producendo uova grandi e ricche di tuorlo e cuccioli precoci, il Lystrosaurus è stato in grado di prosperare nelle dure e imprevedibili condizioni successive all’estinzione di massa del Permiano”, ha commentato Julien Benoit, tra gli autori della ricerca. Benoit ha anche sottolineato come questo lavoro offra una prospettiva a lungo termine sulla resilienza e l’adattabilità di fronte ai rapidi cambiamenti climatici e alle crisi ecologiche. Comprendere come gli organismi del passato siano sopravvissuti a sconvolgimenti globali aiuta gli scienziati a prevedere meglio come le specie odierne potrebbero rispondere allo stress ambientale in corso, rendendo questa scoperta rilevante non solo per la paleontologia, ma anche per le attuali sfide legate a biodiversità e clima.

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Rossella Vitale
Rossella Vitale

Se dovessi scrivere quali sono i miei interessi o descrivermi ci metterei forse una giornata intera, quindi sarò breve. Mi piace esprimermi attraverso la scrittura, mezzo di comunicazione che molti non considerano più così importante, amo i miei animali (gatti, cane e coniglio) e mentre lavoro ascolto brani suonati al piano per concentrarmi e rilassarmi. La mia Laurea ha un titolo troppo lungo da scrivere, ma essenzialmente mi sono specializzata proprio *rullo di tamburi* in comunicazione e marketing digitale.

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