Robot tagliaerba e lotta all’inquinamento acustico: un binomio che sta prendendo piede in modo sempre più concreto, tanto nel privato quanto nella gestione del verde pubblico. Il ronzio dei trattorini e dei decespugliatori resta uno dei suoni più riconoscibili della bella stagione, certo, ma c’è un problema serio dietro quel rumore. Secondo un’indagine dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), oltre il 20% dei cittadini europei convive con livelli di inquinamento acustico poco salutari. E allora, almeno nei parchi e nei giardini, ha senso cercare soluzioni più silenziose. Alcune città italiane lo stanno già facendo, con risultati interessanti.
Cosa dice il rapporto dell’AEA e perché il rumore è un problema sanitario
Il rapporto “Rumore ambientale in Europa”, pubblicato lo scorso giugno dall’AEA, mette nero su bianco una situazione preoccupante. Il 20% della popolazione europea è esposto a livelli di rumore eccessivi, causati in gran parte dal traffico stradale, sia pubblico che privato. Se poi si applicano i parametri più rigidi stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, quella percentuale sale oltre il 30%. Non si parla solo di fastidio, però. Lo studio evidenzia come l’esposizione prolungata al rumore sia stata associata a 66.000 morti premature, 50.000 nuovi casi di malattie cardiovascolari e 22.000 nuovi casi di diabete di tipo 2. Per non parlare degli effetti sulla qualità del sonno e sulla capacità di concentrazione.
Il rapporto sottolinea anche quanto sia importante garantire ai cittadini l’accesso a spazi verdi e aree urbane più silenziose, fondamentali per il benessere e la qualità della vita nelle città. Parchi e giardini dovrebbero offrire una pausa dal rumore costante. Il paradosso, però, è che durante le operazioni di manutenzione del verde si producono livelli sonori ancora più alti, a causa di attrezzature con motori a scoppio e sistemi di taglio meccanico. Una possibile via d’uscita arriva dagli strumenti a batteria e, soprattutto, dai dispositivi robotizzati autonomi come i robot tagliaerba di ultima generazione.
Le esperienze di Padova, Vicenza e il Parco Giardino Sigurtà
Tra le soluzioni più silenziose sul mercato ci sono quelle proposte da Husqvarna, il più grande produttore al mondo di attrezzature per la cura di boschi, parchi e giardini. Per dare un’idea concreta: un trattorino tagliaerba con motore endotermico può raggiungere livelli di rumore fino a 100 dB, mentre un robot tagliaerba della linea Husqvarna Automower si ferma tra i 56 e i 63 dB. Una differenza enorme, considerando che la scala dei decibel non è lineare. Questi modelli, tra l’altro, funzionano a batteria con motore elettrico, quindi abbattono anche le emissioni inquinanti. Anche le versioni più potenti, come Husqvarna Ceora, capace di coprire un’area fino a 75.000 metri quadrati, restano tra i 69 e i 72 dB: ben sotto la soglia degli 80 dB che, secondo la Direttiva 2003/10/CE, rappresenta il limite oltre il quale il rumore diventa un fattore di rischio.
Husqvarna ha avviato due partnership significative con i comuni di Padova e Vicenza. A Padova, la gestione robotizzata del verde si è gradualmente espansa dalle prime aree sperimentali fino a coprire un numero crescente di parchi cittadini, compresi gli spazi verdi di Prato della Valle. A Vicenza, i robot tagliaerba Husqvarna verranno utilizzati per il taglio automatizzato dell’erba, attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, nel Parco Querini. Questo parco si trova nelle vicinanze dell’Ospedale San Bortolo, una struttura sensibile che potrà beneficiare in modo diretto del calo drastico delle emissioni acustiche. Nel suggestivo e pluripremiato Parco Giardino Sigurtà, in provincia di Verona, le soluzioni robotizzate di Husqvarna sono già impiegate per gestire circa 600.000 metri quadrati di verde.
