Le distrazioni dei giovani alla guida stanno raggiungendo livelli che, solo pochi anni fa, sarebbero stati impensabili. Non si parla più del classico messaggio scritto di fretta al semaforo o della telefonata senza vivavoce. Oggi l’abitacolo dell’auto è diventato una specie di studio di registrazione ambulante, dove ragazze e ragazzi guardano video su TikTok, pubblicano storie su Instagram e, nei casi più estremi, fanno dirette streaming mentre guidano. Il confine tra vita digitale e sicurezza stradale si è assottigliato in modo preoccupante, e i dati sugli incidenti parlano chiaro.
Numeri che fanno paura: i giovani conducenti sono i più a rischio
Secondo i dati della NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration), nel 2023 negli Stati Uniti la guida distratta è stata collegata a 3.275 morti e oltre 300.000 feriti. Numeri enormi, dietro ai quali si nasconde un fenomeno in costante crescita: l’uso dei social media al volante. Gli esperti sottolineano che non è più solo questione di messaggi o telefonate. La componente video, con lo scrolling compulsivo dei feed e la visione di contenuti in streaming, rappresenta la variabile più insidiosa.
Il dato demografico è quello che colpisce di più. I conducenti tra i 16 e i 20 anni (negli Stati Uniti la patente si può ottenere già a 16 anni) risultano la fascia con la percentuale più alta di incidenti mortali legati alla distrazione. E i tassi restano elevati anche oltre i vent’anni. Joel Feldman, esperto che incontra gli studenti americani per sensibilizzarli sul tema, racconta che molti ragazzi ammettono senza troppi problemi di “dare una rapida occhiata a un video di TikTok” mentre sono al volante. Una pratica che cinque anni fa era praticamente inesistente.
La cronaca conferma tutto. A fine 2023, due noti streamer sono stati ripresi mentre sfrecciavano ad alta velocità per le strade di Atlanta a bordo di una BMW M3 e una Dodge Charger, il tutto durante una diretta streaming. Per fortuna non ci sono stati feriti gravi in quel caso. Ma non sempre va così: una donna di 43 anni ha investito e ucciso un pedone mentre era impegnata in una diretta TikTok, e in California un uomo ha tamponato un’auto della polizia parcheggiata perché stava guardando un video su YouTube.
La tecnologia di bordo peggiora le cose (e la legge arranca)
C’è un aspetto quasi paradossale in tutta questa vicenda. La tecnologia dei veicoli moderni, pensata per aumentare la sicurezza, in alcuni casi sta ottenendo l’effetto opposto. Molti conducenti acquistano dongle aftermarket per sbloccare gli schermi dell’infotainment e poter guardare video durante la marcia. Come se non bastasse, la professoressa Charlie Klauer ha evidenziato che l’uso eccessivo dei touchscreen integrati nelle auto è un fattore di rischio enorme: alcuni studi hanno dimostrato che l’interazione con questi schermi può rallentare i tempi di reazione più dell’alcol o della cannabis.
Sul fronte normativo, 49 stati americani vietano già l’invio di messaggi alla guida e 33 proibiscono l’uso di dispositivi portatili. Eppure esistono ancora vuoti enormi, soprattutto riguardo allo streaming e alle dirette dal sedile del guidatore.
