I laser anti-drone non sono più fantascienza. Quello che fino a pochi anni fa sembrava materiale da film d’azione sta diventando realtà concreta, e stavolta con un contributo italiano piuttosto significativo. L’azienda statunitense NUBURU ha ufficialmente annunciato il proprio ingresso nel mercato della difesa anti-drone, un settore che secondo le stime supererà i 18 miliardi di euro entro il 2030. E la cosa interessante è che il passaggio decisivo è avvenuto proprio grazie a una controllata con sede in Italia.
Si chiama Lyocon, ed è la società italiana del gruppo NUBURU che ha portato a termine con successo i test di un sistema laser portatile pensato specificamente per neutralizzare droni in tempo reale. Non parliamo di un prototipo chiuso in qualche laboratorio sperimentale, ma di un dispositivo che ha già superato una fase di test concreta, il che lo rende qualcosa di molto più vicino all’impiego operativo di quanto si possa immaginare.
I laser anti-drone stanno diventando centrali nella difesa
Il motivo per cui i laser anti-drone attirano così tanto interesse è piuttosto semplice da capire, anche senza essere esperti di tecnologia militare. I droni oggi rappresentano una minaccia crescente in tantissimi scenari: dai conflitti armati alle aree civili sensibili, passando per infrastrutture critiche come aeroporti e centrali energetiche. Le contromisure tradizionali, che spesso si basano su sistemi cinetici o jamming elettronico, hanno limiti evidenti in termini di costo per singolo ingaggio e di efficacia contro sciami di droni a basso costo.
È qui che entra in gioco la tecnologia a energia diretta. Un sistema laser portatile come quello sviluppato da Lyocon promette di abbattere i costi per ogni neutralizzazione e, soprattutto, di garantire una risposta praticamente istantanea. Il fascio laser colpisce il bersaglio alla velocità della luce, il che elimina buona parte dei problemi legati al tracciamento e alla previsione della traiettoria del drone. Il fatto che si tratti di un sistema portatile aggiunge un ulteriore livello di interesse. Non stiamo parlando di installazioni fisse enormi, ma di qualcosa che potenzialmente può essere trasportato e posizionato rapidamente sul campo. Questo tipo di flessibilità operativa è esattamente ciò che serve nei contesti moderni, dove le minacce possono arrivare da direzioni imprevedibili e con pochissimo preavviso.
Il ruolo italiano nello sviluppo del sistema
Che il completamento dei test sia avvenuto tramite Lyocon, la controllata italiana di NUBURU, non è un dettaglio secondario. Il fatto che una realtà con base in Italia abbia condotto con successo la fase di sperimentazione di un sistema laser anti-drone portatile conferma il ruolo sempre più rilevante del nostro Paese nel comparto della difesa avanzata e delle tecnologie duali, quelle cioè che hanno applicazioni sia militari che civili.
Il mercato della difesa anti-drone vale già cifre enormi e la traiettoria di crescita è netta. Con oltre 18 miliardi di euro stimati entro il 2030, le aziende che riescono a portare sul mercato soluzioni funzionanti e compatte hanno un vantaggio competitivo notevole. NUBURU, attraverso Lyocon, sembra volersi posizionare proprio in quella fascia: sistemi a energia diretta che siano efficaci, trasportabili e pronti per scenari reali. Resta da capire quando esattamente il sistema laser portatile sarà disponibile per l’impiego operativo su larga scala, ma il superamento della fase di test rappresenta già un traguardo importante lungo quel percorso.
