Il biopic su Michael Jackson intitolato Michael arriverà nelle sale italiane il prossimo 22 aprile, ma la strada per portarlo al cinema è stata tutt’altro che lineare. Il film, diretto da Antoine Fuqua e interpretato dal nipote della popstar Jaafar Jackson (figlio del fratello Jermaine), è un progetto ambizioso, prodotto anche grazie al coinvolgimento diretto e ai finanziamenti degli eredi del re del Pop. Ed è proprio questo aspetto ad aver causato un clamoroso ripensamento dell’ultimo minuto, legato ancora una volta alle diverse accuse di violenza sessuale sui minori che nel corso degli anni hanno segnato profondamente la fama del cantante.
Nella versione originale, il film biografico avrebbe dovuto aprirsi in medias res nel 1993, con Jackson che si guardava allo specchio mentre alle sue spalle comparivano le luci delle sirene della polizia. Le stesse accuse sarebbero poi state affrontate nella parte finale della pellicola. Niente di tutto questo, però, comparirà nella versione definitiva che il pubblico potrà vedere al cinema.
Un cavillo legale e gli incendi in California
Il cambiamento non nasce da una volontà di censura da parte della famiglia Jackson, ma da un problema legale venuto a galla solo di recente. Gli avvocati della famiglia hanno infatti scoperto che l’accordo firmato anni fa da uno degli accusatori, Jordan Chandler, vietava espressamente qualsiasi sua menzione o rappresentazione sullo schermo. Questo ha reso necessaria la riscrittura di un nuovo finale.
A complicare ulteriormente le cose ci si è messo anche un evento drammatico: la casa dello sceneggiatore John Logan è stata distrutta nei devastanti incendi che hanno colpito la California alla fine del 2025. Il risultato di tutto questo è stato lo slittamento dell’uscita di Michael di un anno intero, dall’aprile 2025 all’aprile 2026. Lo scorso giugno si sono svolti altri 22 giorni di riprese aggiuntive a Los Angeles, con un costo complessivo stimato tra i 9 e i 13 milioni di euro, che si aggiungono al già enorme budget di circa 140 milioni di euro. Trattandosi di un errore riconducibile alle loro stesse pratiche legali, la famiglia Jackson coprirà personalmente questi costi extra.
Il nuovo finale e le speranze per un sequel
Nella nuova versione, il biopic su Michael Jackson si chiuderà con il re del Pop all’apice della sua carriera, durante il tour di Bad nel 1987, uno dei suoi più grandi successi. Il racconto si concentrerà soprattutto sul percorso musicale, sulle hit discografiche e sul rapporto complicato e contrastato con il padre Joe Jackson, interpretato da Colman Domingo.
Considerato il costo complessivo ormai stratosferico della produzione, Lionsgate spera che Michael si riveli un successo al botteghino, con una proiezione di incassi globali nell’ordine dei 630 milioni di euro. Un risultato del genere renderebbe molto più concreta la possibilità di mettere in cantiere un secondo capitolo. In quel caso, sarebbe praticamente inevitabile affrontare anche le luci e le ombre degli ultimi decenni di vita di Michael Jackson: gli interventi estetici, i comportamenti ritenuti bizzarri e le diverse accuse di abusi sui minori, per le quali comunque il cantante non è mai stato condannato in via definitiva.
