La Smart #2 sta per riportare in vita un concetto che sembrava ormai archiviato: quello della microcar elettrica a due posti, pensata per muoversi con agilità tra le vie strette delle grandi città. Chi ricorda la ForTwo sa bene quanto quel modello abbia segnato un’epoca intera, trasformando il nome Smart in un sinonimo universale di citycar. Da Roma a Parigi, da Londra a Milano, era praticamente impossibile non incrociarne una infilata in un parcheggio dove nessun’altra auto sarebbe entrata. Poi il marchio ha cambiato rotta, ha rinnovato la gamma in modo radicale e ha messo da parte proprio quel modello che lo aveva reso celebre. Ora, però, arriva il contrordine: Smart è pronta a tornare sui propri passi con un’erede diretta della ForTwo, la cosiddetta #2, che dovrebbe fare il suo debutto ufficiale al prossimo Salone di Pechino.
Un design che guarda al passato con tecnologia del futuro
Dal punto di vista estetico, Smart #2 richiama in modo piuttosto evidente lo stile della ForTwo di seconda generazione. Le foto spia di un esemplare sorpreso sulle strade cinesi mostrano linee compatte, sbalzi ridottissimi, un cofano corto e fari dal look accattivante. Il design esterno è curato dal team di Mercedes-Benz, che ha inserito diversi dettagli interessanti: il tetto a contrasto, le maniglie delle portiere posizionate sui bordi e due tergicristalli anteriori. I prototipi fotografati montavano cerchi in acciaio, ma la versione destinata alla produzione in serie avrà cerchi in alluminio. Le porte di ricarica, a quanto pare, saranno collocate sui parafanghi anteriori.
Sotto la carrozzeria disegnata in Germania, il cuore tecnologico è firmato Geely, partner al 50% nella joint venture con la Stella di Stoccarda. Smart #2 nasce sulla nuova architettura modulare ECA, sviluppata per ospitare un singolo motore elettrico posizionato sull’asse posteriore, abbinato a una batteria da 30 kWh. Le dimensioni? Circa 2,7 metri di lunghezza e un passo di 1,9 metri. Numeri che rendono bene l’idea della sfida tecnica. Come ha sottolineato il CEO globale Tong Xiangbei, sviluppare una microcar è paradossalmente molto più complesso che progettare un’automobile di grandi dimensioni. Ogni centimetro conta, e far convivere tecnologia moderna, sicurezza e abitabilità in uno spazio così contenuto richiede un lavoro ingegneristico di altissimo livello.
Quando arriva Smart #2 e perché è così importante
L’arrivo sul mercato è previsto per la fine del 2026, con l’Europa e l’Italia tra le destinazioni confermate. L’obiettivo dichiarato è chiaro: dare una spinta concreta alle vendite del brand, soprattutto in Cina dove i volumi restano al di sotto delle aspettative. Smart #2 non vuole essere soltanto un mezzo per spostarsi in città. L’integrazione di tecnologie avanzate, come la telecamera posizionata dietro il parabrezza dedicata ai sistemi di assistenza alla guida, racconta l’ambizione di farne qualcosa di più di una semplice vetturetta. Le dimensioni ridotte tornano a essere un valore aggiunto, non un compromesso, in un’epoca in cui il traffico urbano e la ricerca di parcheggio rappresentano problemi quotidiani per milioni di persone. La trazione posteriore, i due posti secchi e quella capacità quasi magica di infilarsi ovunque: Smart #2 riparte esattamente da lì, dal DNA che ha reso celebre il marchio.
