MacBook Neo non ha ancora finito di stupire, e già si parla del suo successore. Il laptop economico di Apple starebbe vendendo così bene da aver colto di sorpresa persino la stessa azienda, che ora sarebbe al lavoro su una nuova versione equipaggiata con il chip A19 Pro e un quantitativo di RAM portato a 12 GB rispetto agli attuali 8.
Vendite oltre ogni previsione per MacBook Neo
Secondo il giornalista tech Tim Culpan, che opera da Taiwan e quindi ha contatti diretti con la filiera dei fornitori asiatici, il successo di MacBook Neo sarebbe stato talmente travolgente da mandare in tilt le previsioni iniziali di Apple. Il piano originario prevedeva una produzione compresa tra 5 e 6 milioni di unità, con l’idea poi di andare oltre. Il laptop è in vendita da poche settimane, eppure il ritmo delle vendite starebbe già spingendo Cupertino ad aumentare sensibilmente gli ordini.
La produzione, stando sempre alle informazioni di Culpan, è suddivisa tra due partner storici della Mela: Quanta Computer e Foxconn, con linee operative attive sia in Vietnam che in Cina. Una doppia catena produttiva che evidentemente non basta più a soddisfare la domanda, e questo apre scenari piuttosto interessanti per il futuro del prodotto.
Il nodo dei chip e la strategia dei componenti “binned”
C’è un aspetto tecnico che vale la pena capire, perché spiega bene un potenziale problema. I chip A18 Pro montati sugli attuali MacBook Neo non sono identici a quelli che si trovano negli iPhone 16 Pro. La differenza principale riguarda la GPU: 5 core sul laptop, 6 sugli smartphone. Questo accade perché si tratta dei cosiddetti chip “binned”, vale a dire processori che durante la fabbricazione non escono perfetti al 100% e vengono quindi limitati in modo intenzionale su uno o più core.
È una pratica diffusissima nell’industria dei semiconduttori, utile per ridurre gli sprechi e ottimizzare i margini di profitto. Nessuno butta via un chip perché un singolo core non funziona a dovere: lo si riutilizza in un prodotto con specifiche leggermente inferiori. Il punto è che Apple non dispone di scorte illimitate di questi processori. Rappresentano una percentuale minoritaria rispetto alla produzione totale delle fonderie, e se la domanda di MacBook Neo continua a crescere con questo ritmo, il colosso di Cupertino potrebbe trovarsi di fronte a un dilemma non banale nella gestione delle forniture.
Il successore con A19 Pro è già in cantiere
Ed è probabilmente anche per questo che Apple starebbe già guardando avanti. La prossima versione di MacBook Neo potrebbe adottare il chip A19 Pro, lo stesso presente negli iPhone 17 Pro di ultima generazione. Un salto generazionale che porterebbe con sé prestazioni superiori e, come accennato, il raddoppio quasi della RAM a 12 GB. Una mossa che renderebbe il laptop economico di Apple ancora più competitivo, risolvendo al tempo stesso il collo di bottiglia legato alla disponibilità dei chip A18 Pro binned.
