La crescita dell’intelligenza artificiale non è solo una questione di modelli e algoritmi: è prima di tutto una questione di infrastruttura. I data center che oggi supportano le applicazioni AI devono essere ripensati in profondità per reggere carichi che nei prossimi anni potrebbero crescere di dieci o cento volte rispetto agli attuali. È con questa premessa che Huawei presenta la propria visione strategica per i data center nell’era dell’AI, un ecosistema di soluzioni che copre l’intera architettura, dall’elaborazione dei dati alla gestione termica, annunciato oggi dall’azienda.
Justin Ju, CEO del Data Center Team di Huawei, ha inquadrato il cambiamento in atto: l’AI sta evolvendo da applicazione di supporto ad applicazione di produzione core, con due tendenze strutturali che impongono alle imprese di anticipare le esigenze future. La prima è l’agentic AI con modelli diversificati. La seconda è il post-training specifico per settore, che richiede infrastrutture flessibili e scalabili già nella fase di progettazione.
Huawei AI Data Platform e Xinghe AI Fabric 2.0
La prima novità è la Huawei AI Data Platform, progettata per permettere agli agenti AI enterprise di superare tre limiti ricorrenti: uso inefficiente della conoscenza, ridotta capacità di memoria e lentezza dell’inferenza. La piattaforma integra tecnologie di generazione e recupero della conoscenza, estrazione e richiamo dalla memoria e accelerazione dell’inferenza tramite Unified Cache Manager (UCM).
Sul fronte della connettività, Xinghe AI Fabric 2.0 aggiorna radicalmente la soluzione AI Fabric introdotta nel 2018 con una nuova architettura a tre livelli: Intelligent Brain, Intelligent Connectivity e Intelligent Network Elements. Le quattro capacità core includono la Rock-Solid Architecture 2.0 con tre livelli di alta affidabilità tramite Eagle-Eye Engine, la StarryWing Digital Map 2.0 con tre livelli di automazione tramite NetMaster, la Xinghuan AI Turbo 2.0 con tecnologie NPLB e NSLB per il bilanciamento del carico, e iFlashboot 2.0 per riavvii ultra-rapidi in 5 secondi. In occasione del lancio, Huawei ha annunciato anche una nuova Scenario Driven Foundation Model Solution per l’implementazione di data center agentic AI ad alta qualità.
Hardware di nuova generazione: switch liquid-cooled e moduli ottici StarryLink
Sul fronte hardware, Huawei ha lanciato il CloudEngine XH9230-128DQ-LC, definito come il primo switch fisso liquid-cooled commerciale da 51.2T (128 × 400GE) del settore. La struttura di raffreddamento brevettata garantisce il raffreddamento liquido al 100% dei moduli ottici, con un’efficienza di dissipazione del calore doppia rispetto alla media di settore, e supporta il deployment di otto switch per cabinet, raddoppiando l’efficienza di utilizzo dello spazio.
La serie completa di moduli ottici StarryLink 800GE/400GE completa il portafoglio con affidabilità raddoppiata rispetto alla media di settore e capacità di trasmissione ultra-long range. Il portafoglio 800GE include inoltre gli switch modulari CloudEngine XH16800 con fino a 768 × 800GE port, il CloudEngine XH9330 con 128 × 800GE port e il CloudEngine XH9320 con 64 × 800GE port.
Large Temperature Difference Cooling System: oltre i limiti del raffreddamento tradizionale
Con i requisiti PUE (Power Usage Effectiveness) che si fanno sempre più stringenti, fino a PUE ≤ 1,25 per i nuovi impianti, il raffreddamento tradizionale ad acqua ha raggiunto i propri limiti fisici. Huawei risponde con il Large Temperature Difference Cooling System, un sistema che migliora l’efficienza di raffreddamento di oltre il 30% ottimizzando le reti di scambio termico e massimizzando il potenziale del free cooling ampliando le differenze di temperatura nel sistema. Il risultato è un miglioramento continuo del PUE attraverso simulazioni avanzate, temperature costanti dei terminali e sicurezza delle apparecchiature, con un equilibrio ottimale tra efficienza energetica e costi operativi.
