Il prossimo processore di punta firmato Qualcomm potrebbe riservare sorprese contrastanti. Si parla naturalmente dello Snapdragon 8 Elite Gen 6, atteso per settembre 2026, che nella sua variante Pro dovrebbe essere costruito con processo produttivo a 2nm. Fin qui tutto bene, se non fosse che le ultime indiscrezioni trapelate ridimensionano parecchio le aspettative sul fronte delle prestazioni CPU. Stando a quanto emerso, il miglioramento lato processore potrebbe restare sotto il 20%, un dato che ha fatto storcere il naso a più di qualcuno, soprattutto considerando il salto generazionale che ci si attendeva.
Per capire il contesto, basta guardare indietro. Le ultime tre generazioni di chipset Qualcomm di fascia alta, ovvero Snapdragon 8 Gen 3, Snapdragon 8 Elite e Snapdragon 8 Elite Gen 5, sono state tutte considerate un successo dagli standard del settore. Il predecessore Snapdragon 8 Gen 2, invece, aveva sofferto di problemi legati al surriscaldamento e al throttling termico. Con questo curriculum alle spalle, l’ottimismo verso Snapdragon 8 Elite Gen 6 era comprensibile. Ma le cose potrebbero non andare esattamente come sperato, almeno per quanto riguarda la potenza di calcolo pura.
Nuova architettura dei core e GPU potenziata
La vera novità riguarda l’architettura. Qualcomm sembrerebbe abbandonare la disposizione tradizionale con core uniformi, per adottare una configurazione 2+3+3, dove i core operano a frequenze diverse invece di essere tutti identici. Una scelta che punta a ottimizzare le risorse in modo più intelligente, anche se sulla carta può sembrare meno spettacolare rispetto a un puro incremento di potenza bruta.
Dove le cose si fanno davvero interessanti è sul versante grafico. Il chip dovrebbe integrare una GPU Adreno A850 di nuova generazione, dotata di una cache più ampia e del supporto per memorie LPDDR6 più veloci. Questo mix potrebbe tradursi in miglioramenti tangibili nel gaming e nei carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale, anche nel caso in cui i guadagni lato CPU dovessero rimanere contenuti. Oltre alla variante Pro, è attesa anche una versione standard di Snapdragon 8 Elite Gen 6, che dovrebbe offrire un incremento prestazionale più contenuto ma comunque apprezzabile.
Una tendenza condivisa anche da MediaTek
Questa strategia non è un caso isolato. L’approccio adottato da Qualcomm sembra ricalcare quanto sta facendo anche la concorrenza. Il Dimensity 9600 di MediaTek, infatti, dovrebbe a sua volta essere realizzato con il processo a 2nm di TSMC e adottare la medesima configurazione CPU 2+3+3, con due core principali e sei core ad alte prestazioni. Una scelta che suggerisce un’enfasi maggiore sulla potenza grezza rispetto ai modelli precedenti come il Dimensity 9500, che bilanciava prestazioni ed efficienza con un mix più variegato di tipologie di core.
Anche sul fronte grafico, il Dimensity 9600 dovrebbe introdurre una GPU inedita, capace di gestire carichi visivi più complessi. Questo si tradurrebbe in prestazioni di gioco superiori, una fedeltà visiva più elevata e funzionalità avanzate di rendering come il ray tracing. Per quanto riguarda i prezzi, non ci sono ancora informazioni precise, ma il passaggio a componenti hardware così avanzati lascia intuire che non si tratterà di chip pensati per la fascia economica.
