Quando si parla di supercar, ogni singolo dettaglio della carrozzeria conta. E McLaren lo sa bene, tanto da aver depositato un nuovo brevetto che esplora una strada piuttosto interessante: trasformare gli specchietti laterali in veri e propri elementi di aerodinamica attiva. Non parliamo di un restyling estetico, ma di un sistema pensato per gestire in tempo reale il flusso d’aria che si genera lungo le fiancate delle vetture ad alta velocità. Perché sì, quegli specchietti che sembrano un dettaglio secondario sono in realtà tra i principali responsabili della turbolenza aerodinamica su una supercar lanciata a tutta velocità.
Il concetto di fondo non è nuovo per McLaren, che da anni lavora su superfici mobili capaci di adattarsi alle condizioni di guida. Ma portare questo approccio sugli specchietti rappresenta un passo ulteriore. Il brevetto, depositato presso la WIPO (l’Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale), descrive un sistema di alette aerodinamiche montate sugli specchietti retrovisori, in grado di regolarsi automaticamente per canalizzare il flusso d’aria in modo più efficiente e ridurre la turbolenza.
Come funziona il sistema brevettato da McLaren
Le configurazioni previste dal brevetto sono diverse. Nella versione più semplice, l’aletta viene posizionata nella parte superiore di uno specchietto dal design convenzionale. In alternativa, il sistema può essere orientato verticalmente oppure ancorato direttamente alla carrozzeria invece che allo specchietto. Esiste anche una variante retrattile, che si nasconde nel corpo vettura quando non è in uso.
L’angolazione dell’aletta può cambiare in base alla modalità di guida selezionata, con impostazioni differenti per l’uso su strada e quello in pista. Oppure può regolarsi in modo autonomo, sfruttando dati telemetrici e input forniti dal guidatore. Un dettaglio particolarmente curioso: il documento prevede persino la possibilità di adottare forme diverse tra l’aletta destra e quella sinistra, per ottimizzare l’effetto aerodinamico su ciascun lato della vettura in modo indipendente.
Perché McLaren non può semplicemente eliminare gli specchietti
Qualcuno potrebbe chiedersi: perché non togliere del tutto gli specchietti e basta? In realtà McLaren lo ha già fatto, almeno una volta. Sulla Speedtail, l’hypercar ibrida da 400 km/h, gli specchietti laterali sono stati sostituiti da telecamere. Una soluzione aerodinamicamente perfetta, ma che non si può applicare ovunque. In diversi Paesi le normative impongono ancora la presenza di specchietti fisici per l’omologazione stradale. Ed è proprio qui che le alette attive sugli specchietti trovano il loro senso: offrire un compromesso tra le esigenze normative e la ricerca spasmodica delle prestazioni.
La filosofia, del resto, è la stessa che McLaren applica sulla W1, dove il sistema Active Long Tail (un’ala posteriore che si estende fino a 300 mm) genera fino a 1.000 kg di carico aerodinamico a 280 km/h. Portare questa logica di controllo attivo del flusso anche agli specchietti è perfettamente coerente con la direzione di sviluppo intrapresa dalla casa britannica negli ultimi anni.
Oltre a questo brevetto sugli specchietti, McLaren ha depositato di recente anche una soluzione per un sistema di launch control in movimento. Si tratta di un meccanismo che sfrutta un motore elettrico per trattenere il propulsore mentre raggiunge la potenza massima, rilasciandolo poi in un’accelerazione istantanea.
