Una scoperta archeologica nell’Australia settentrionale sta facendo discutere la comunità scientifica: alcune pitture rupestri raffigurerebbero specie che si credevano scomparse dal continente australiano ben prima dell’arrivo dell’uomo moderno. Al centro della questione ci sono due animali in particolare, il diavolo della Tasmania e il tilacino, quest’ultimo conosciuto anche come Tigre della Tasmania.
Un gruppo di archeologi ha reso nota la scoperta attraverso un comunicato stampa ufficiale, spiegando di aver individuato un reperto rupestre che mostra entrambe le specie. Si tratta di un ritrovamento che potrebbe cambiare la comprensione della cronologia relativa alla presenza di questi animali sul territorio australiano. Entrambe le specie, infatti, risultano oggi completamente assenti dall’Australia continentale, e il fatto che compaiano in raffigurazioni rupestri in quella zona solleva interrogativi importanti.
Perché le pitture rupestri con la Tigre della Tasmania sono così rilevanti
Il punto cruciale è questo: la Tigre della Tasmania, o tilacino, è una specie dichiarata estinta. L’ultimo esemplare conosciuto morì in cattività nel 1936 in Tasmania, ma la sua scomparsa dall’Australia continentale viene generalmente collocata molto più indietro nel tempo. Trovare pitture rupestri che la raffigurano nel nord dell’Australia suggerisce che le popolazioni indigene abbiano effettivamente osservato e interagito con questi animali, il che potrebbe spostare le date comunemente accettate per la loro scomparsa dal continente.
Lo stesso discorso vale per il diavolo della Tasmania, che oggi sopravvive esclusivamente sull’isola da cui prende il nome. La sua presenza nelle pitture rupestri australiane aggiunge un ulteriore elemento al quadro, confermando che entrambe le specie un tempo popolavano anche il continente principale.
Le pitture rupestri australiane sono da sempre una fonte fondamentale per ricostruire la storia naturale della regione. Molte di queste raffigurazioni hanno migliaia di anni e offrono uno sguardo diretto su quali animali vivevano in determinate aree e in determinati periodi. Quando un’opera rupestre mostra un animale che si pensava fosse già scomparso da quella zona, la questione diventa inevitabilmente spinosa: o le datazioni precedenti erano sbagliate, oppure bisogna riconsiderare quanto a lungo certe specie siano sopravvissute.
Il dibattito scientifico che si riapre
La scoperta di queste pitture rupestri con la Tigre della Tasmania riaccende un dibattito che nel mondo accademico non si è mai davvero spento del tutto. La questione della convivenza tra esseri umani e megafauna australiana, o comunque specie oggi estinte, è uno dei temi più discussi in paleontologia e archeologia. Ogni nuovo ritrovamento può potenzialmente riscrivere capitoli interi della storia naturale del continente.
Il comunicato degli archeologi non fornisce al momento dettagli ulteriori sulla datazione precisa del reperto rupestre né sulla metodologia utilizzata per l’identificazione delle specie raffigurate. Quello che emerge con chiarezza, però, è che il reperto rupestre mostra con sufficiente dettaglio sia il tilacino che il diavolo della Tasmania, al punto da rendere l’identificazione plausibile secondo il team di ricerca.
