Sotto il letto del fiume Yangtze, il più lungo di tutta l’Asia con i suoi 6.200 chilometri, sta lavorando da quasi due anni una macchina che sembra uscita da un film di fantascienza. Si chiama Linghang, ed è la più grande talpa meccanica ferroviaria mai costruita al mondo. Il suo compito è semplice da spiegare ma mostruosamente complesso da realizzare: scavare un tunnel sottomarino che permetterà ai treni ad alta velocità di attraversare il corso del fiume a 350 km/h, anche nel tratto sotterraneo. La Cina, che in fatto di infrastrutture non si fa spaventare praticamente da nulla, ha messo in campo questa bestia d’acciaio per realizzare il tunnel Chongming-Taicang, e i numeri sono impressionanti.
La talpa meccanica, le dimensioni fuori scala di Linghang
Per capire di cosa si sta parlando, basta guardare le specifiche. Linghang ha un diametro di 15,4 metri, una lunghezza complessiva di 148 metri e pesa circa 4.000 tonnellate metriche. Tanto per fare un confronto, la talpa meccanica Mayrit utilizzata in Spagna misura circa 98 metri di lunghezza, pesa intorno alle 1.500 tonnellate e ha un diametro vicino ai 9 metri. Praticamente, Linghang è quasi il doppio in ogni parametro. E non si tratta solo di stazza: questa macchina ha già perforato in modo ininterrotto oltre 10.000 metri sotto il fiume Yangtze, un corso d’acqua che storicamente rappresenta la linea di demarcazione tra il nord e il sud della Cina.
Il tunnel detiene anche un altro primato: è il più profondo mai realizzato sotto lo Yangtze, raggiungendo gli 89 metri sotto il letto del fiume. Secondo quanto riportato dall’emittente televisiva cinese CCTV, Linghang ha completato il tratto sotto il fiume con uno scavo continuo di poco più di 11 chilometri, portato avanti in quasi due anni di lavoro. Con questa fase ormai alle spalle, il progetto è pronto per il prossimo passo: completare il corridoio ferroviario ad alta velocità Shanghai-Chongqing-Chengdu.
Un cervello artificiale sotto il fiume
Ma la cosa più affascinante di Linghang non è la dimensione. È il fatto che questa talpa meccanica, in un certo senso, pensa da sola. La macchina è dotata di un sistema di controllo intelligente chiamato I-TBM, progettato per gestire in modo automatizzato buona parte del processo di scavo. Dalla pressione interna alla postura di avanzamento, fino all’evacuazione del materiale: tutto viene analizzato e deciso in autonomia. È come se Linghang avesse un suo cervello, capace di determinare i parametri ottimali dell’escavazione attraverso analisi intelligente e presa di decisioni in tempo reale.
Il sistema I-TBM rappresenta un salto tecnologico notevole nel campo delle grandi opere sotterranee. Non si parla di una semplice automazione, ma di un meccanismo che si adatta alle condizioni del sottosuolo mentre lo attraversa. Considerando che lo scavo avviene sotto uno dei fiumi più importanti e trafficati dell’Asia, con pressioni enormi e rischi geologici costanti, la capacità di Linghang di prendere decisioni autonome non è un vezzo tecnologico: è una necessità operativa.
La Cina, del resto, è da anni il campione mondiale delle infrastrutture estreme. Dai ponti lunghi centinaia di chilometri ai sistemi idraulici di complessità impressionante, pochi terreni riescono davvero a resistere alla capacità ingegneristica del paese. Con il completamento del tratto sotto lo Yangtze, il tunnel Chongming-Taicang si avvia verso la fase successiva, quella che collegherà il corridoio ferroviario ad alta velocità tra Shanghai, Chongqing e Chengdu, permettendo ai treni di viaggiare a 350 km/h anche dove, sopra le teste dei passeggeri, scorre uno dei fiumi più grandi del pianeta.
