Per anni il colore degli alieni nell’immaginario collettivo è stato il verde. Gli “omini verdi” hanno popolato film, serie tv e fumetti, diventando praticamente un simbolo universale della vita extraterrestre. Eppure, la scienza sta iniziando a raccontare una storia parecchio diversa. E soprattutto, molto più affascinante. Uno studio guidato da ricercatori della Cornell University ha proposto una visione alternativa che mette in discussione uno dei preconcetti più radicati nella cultura popolare. La vita su altri pianeti potrebbe non essere verde. Anzi, stando a quanto emerge da questa ricerca, il colore dominante sarebbe un altro: il viola.
L’idea si basa su un concetto semplice ma potente. Sulla Terra, la vegetazione è verde perché sfrutta la clorofilla per catturare la luce solare e trasformarla in energia. Ma non tutti gli organismi funzionano così. Esistono batteri viola che utilizzano un processo diverso per assorbire la luce, e lo fanno in modo estremamente efficiente. Questi microrganismi non sono affatto rari: si trovano in ambienti acquatici, nel suolo e in condizioni che, per molti altri organismi, sarebbero proibitive.
Il viola potrebbe dominare su altri pianeti
Il punto centrale dello studio è che su pianeti con condizioni diverse dalla Terra, ad esempio quelli che orbitano attorno a stelle più fredde o più deboli del nostro Sole, i batteri viola avrebbero un vantaggio competitivo enorme rispetto agli organismi fotosintetici verdi. La luce disponibile su quei mondi sarebbe diversa per composizione e intensità, e i microrganismi viola sarebbero più adatti a sfruttarla.
Questo significa che, guardando un pianeta alieno dall’esterno, la sua superficie potrebbe apparire con sfumature violacee anziché verdi. Un dettaglio che cambia completamente il modo in cui gli scienziati cercano tracce di vita extraterrestre nello spazio. Se si punta tutto sulla ricerca di firme biologiche “verdi”, si rischia di ignorare segnali altrettanto validi provenienti da mondi viola. I ricercatori della Cornell University hanno anche sottolineato che, nella storia della Terra stessa, i batteri viola potrebbero aver dominato la superficie del pianeta prima che la vegetazione verde prendesse il sopravvento. Questo scenario, noto tra gli addetti ai lavori, suggerisce che il viola non è affatto un colore “strano” per la vita: semmai, è il verde ad essere solo una delle possibilità.
Cosa cambia nella ricerca di segnali biologici dallo spazio
La questione non è puramente teorica. I telescopi di nuova generazione stanno diventando sempre più capaci di analizzare le atmosfere dei pianeti extrasolari, cercando impronte chimiche e spettrali che possano indicare la presenza di organismi viventi. Se il modello proposto è corretto, gli scienziati dovranno ampliare la gamma di segnali da cercare, includendo le firme tipiche dei batteri viola accanto a quelle della clorofilla.
In pratica, il colore degli alieni, o meglio della vita aliena in senso lato, potrebbe essere viola in una fetta significativa dei mondi abitabili della galassia. Niente omini verdi, insomma. E niente paesaggi rigogliosi simili alle foreste terrestri. Piuttosto, distese di microrganismi che assorbono la luce in modi completamente diversi da quelli a cui siamo abituati. Lo studio della Cornell University aggiunge un tassello importante al puzzle della ricerca astrobiologica, spingendo la comunità scientifica a riconsiderare le proprie aspettative su come potrebbe apparire un mondo abitato oltre il sistema solare.
