La missione Artemis II ha raggiunto un traguardo storico. Dopo una partenza impeccabile e oltre ventiquattro ore trascorse in orbita attorno alla Terra, i quattro astronauti a bordo della capsula Orion hanno ufficialmente iniziato il loro viaggio verso la Luna. Un evento che non si verificava da decenni e che riporta l’esplorazione umana dello spazio profondo al centro della scena.
Il momento chiave è arrivato nella serata del 2 aprile 2026, quando è stata eseguita con successo la cosiddetta iniezione trans-lunare (TLI, in gergo tecnico). In sostanza, il propulsore principale della capsula Orion si è acceso per quasi sei minuti, spingendo il veicolo fuori dall’orbita terrestre con una precisione millimetrica. Una manovra delicatissima, che ha inserito Artemis II in una traiettoria a forma di “otto”: la capsula girerà attorno alla Luna per poi rientrare verso la Terra senza necessità di ulteriori grandi correzioni di rotta.
Jeremy Hansen, astronauta dell’Agenzia Spaziale Canadese a bordo della missione, ha voluto condividere subito l’emozione del momento: “Con la riuscita dell’iniezione translunare, l’equipaggio si sente piuttosto bene quassù, in viaggio verso la Luna, e volevamo semplicemente comunicare a tutti coloro che in tutto il pianeta hanno lavorato per rendere possibile Artemis che abbiamo sentito profondamente la forza della vostra perseveranza durante ogni secondo di quella manovra. L’umanità ha dimostrato ancora una volta di cosa è capace, e sono le vostre speranze per il futuro che ora ci guidano in questo viaggio intorno alla Luna.”
Un motore con diciannove voli alle spalle
C’è un dettaglio che rende questa fase della missione Artemis II ancora più affascinante, e riguarda il cuore meccanico che ha reso possibile la spinta decisiva. Il propulsore di manovra orbitale montato sulla capsula Orion non è un componente nato da zero. È stato recuperato dal programma Space Shuttle della NASA e aggiornato appositamente per affrontare le sfide di un viaggio lunare. Un vero veterano dello spazio, che ha già volato diciannove volte su tre diverse navette.
Per dare un’idea della sua potenza con un paragone più accessibile: se fosse montato su un’automobile comune, la farebbe scattare da 0 a 97 chilometri orari in appena 2,7 secondi. Eppure, stavolta il compito richiesto era soprattutto di precisione. La traiettoria doveva essere perfetta al primo tentativo, perché il percorso a “otto” verso la Luna e ritorno lascia margini di errore ridottissimi.
Ventiquattro ore di test prima del grande balzo
Prima di tentare questo passaggio nello spazio profondo, i quattro astronauti di Artemis II hanno trascorso più di ventiquattro ore in orbita terrestre. Non è stato tempo sprecato, anzi. Quelle ore sono servite ai tecnici della NASA e all’equipaggio per verificare ogni singolo sistema della capsula Orion, assicurandosi che tutto funzionasse a dovere dopo il lancio avvenuto il primo aprile dal Kennedy Space Center, in Florida.