Parliamo di tech neck, quel fenomeno che lega l’uso quotidiano dello smartphone alla comparsa di rughe orizzontali sul collo. Sembra assurdo, eppure il tempo medio di utilizzo del telefono ha superato le 6 ore al giorno, sia tra i più giovani che tra gli adulti. E le conseguenze non sono solo quelle che ci si aspetterebbe. Certo, ci sono i disturbi del sonno, la ludopatia, la cosiddetta FOMO (acronimo di Fear of Missing Out, cioè quella forma di ansia sociale che spinge a restare sempre connessi per controllare cosa fanno gli altri, dando per scontato che le loro vite siano più interessanti). Ma c’è anche qualcosa di molto più visibile: la sovraesposizione da smartphone può letteralmente segnare la pelle.
Il fenomeno ha un nome specifico, appunto tech neck, che in italiano si potrebbe tradurre come “collo tecnologico”. Indica la comparsa e l’accentuazione di rughe orizzontali nella zona sotto il viso, causate dalla postura tipica di chi passa ore con lo sguardo rivolto verso il basso, fisso sullo schermo del telefono. Non è una trovata pubblicitaria e non è un’esagerazione da social: è qualcosa che i dermatologi osservano sempre più spesso.
Creme, rulli e collari a Led: il business che gira attorno al tech neck
Dove c’è un problema estetico, c’è un mercato pronto a offrire soluzioni. E infatti la paura di invecchiare più in fretta del previsto, portandone addosso i segni in modo evidente, sta alimentando in modo deciso l’industria cosmetica e del beauty. Online è tutto un proliferare di influencer che monetizzano proponendo ai propri follower creme miracolose, rulli massaggianti, maschere in silicone e perfino collari a luce Led dal design futuristico. Lo scopo dichiarato è sempre lo stesso: eliminare le rughe da smartphone.
Non si tratta solo di prodotti da banco, però. Anche le cliniche estetiche si stanno specializzando sempre di più in interventi mirati, tra chirurgia e microchirurgia, pensati proprio per trattare questa zona del corpo. Melanie Palm, dermatologa estetica che opera a Solana Beach, in California, ha confermato la tendenza: alcune delle rughe orizzontali più marcate tendono effettivamente a peggiorare, perché le persone trascorrono letteralmente ore al telefono tenendo lo sguardo rivolto verso il basso.
Quando il problema non è solo estetico ma anche economico
Il punto, a questo stadio, è che il tech neck non rischia di colpire soltanto testa, collo e occhi. Il timore fondato, e piuttosto concreto, è che della dipendenza da smartphone possano soffrire anche le tasche. Tra creme, dispositivi, trattamenti e sedute in clinica, il conto sale in fretta. E l’industria beauty lo sa benissimo, perché è esattamente su questa preoccupazione che sta costruendo un segmento di mercato in rapida crescita.
