Costruire un algoritmo su misura senza scrivere una riga di codice. Sembra il solito slogan da startup, e invece è esattamente quello che promette Attie, la nuova app AI di Bluesky alimentata da Claude di Anthropic. Il funzionamento è disarmante nella sua semplicità: basta descrivere a parole il tipo di contenuti che si vogliono vedere, e Attie traduce quella richiesta in un feed costruito su misura. Niente filtri da configurare, niente impostazioni nascoste in sottomenu infiniti. Si scrive qualcosa tipo “voglio un feed sulla musica anni ’80” e il gioco è fatto.
La presentazione ufficiale è arrivata durante la conferenza Atmosphere, per bocca dell’ex CEO di Bluesky Jay Graber e del CTO Paul Frazee. Attie sfrutta il linguaggio naturale per interpretare le preferenze dell’utente e generare automaticamente l’algoritmo di selezione dei contenuti. Per il momento, i feed personalizzati vivono esclusivamente nell’app standalone di Attie, ma il piano dichiarato è decisamente più ambizioso: l’obiettivo è rendere questi feed disponibili anche all’interno di Bluesky e di tutte le altre applicazioni costruite sull’AT Protocol, il protocollo aperto su cui poggia l’intera rete.
Oltre i feed: il vibe coding per creare app intere
La parte davvero interessante, però, sta in quello che viene dopo. Graber ha spiegato nel blog di lancio che Attie non si fermerà ai feed. L’idea è permettere agli utenti di costruire intere applicazioni attraverso il cosiddetto vibe coding: si descrive cosa si vuole ottenere e l’intelligenza artificiale scrive il codice al posto nostro.
Una frase del post di Graber chiarisce bene la filosofia dietro al progetto: “Abbiamo costruito l’AT Protocol perché chiunque potesse creare qualsiasi app ci immaginasse sopra, ma fino a poco fa ‘chiunque’ significava in realtà ‘chiunque sappia programmare'”. Gli strumenti di coding agentico, secondo il team, cambiano radicalmente questa equazione. Per la prima volta, un protocollo aperto potrebbe essere davvero aperto a tutti, non solo agli sviluppatori.
E qui c’è un dettaglio tecnico che vale la pena sottolineare. L’AT Protocol, con il suo schema dati ben definito e la sua architettura trasparente, si presta in modo particolare al coding assistito da agenti AI. Molto più, stando a quanto dichiarato, di un’API generica o di un protocollo proprietario. È una caratteristica strutturale che potrebbe fare la differenza nel lungo periodo.
Beta chiusa e una scelta strategica precisa
Per chi volesse provare Attie, al momento l’app è in beta chiusa. È possibile iscriversi alla lista d’attesa su attie.ai. Nessuna data certa per l’apertura al pubblico, almeno per ora.
