Le voci su un possibile abbandono delle console Xbox da parte di Microsoft circolano ormai da anni, alimentate dal dominio costante di Sony nel mercato dell’hardware da gaming. Eppure, stando a quanto emerge dalle ultime dichiarazioni di Jez Corden, giornalista tra i più informati sull’ecosistema Xbox, la realtà dei fatti racconta tutt’altra storia. Microsoft non ha alcuna intenzione di smettere di produrre console.
È un ritornello che si sente ripetere spesso nelle community di videogiocatori: “Xbox sta per diventare solo software”, “tra qualche anno giocheremo ai titoli Microsoft su PlayStation e basta”. Una narrazione comprensibile, se si guarda ai numeri. Il predominio di PlayStation nelle vendite hardware è innegabile, e le mosse recenti di Microsoft, che ha iniziato a portare alcuni dei suoi titoli esclusivi anche su piattaforme concorrenti, hanno rafforzato questa percezione. Solo che la percezione, in questo caso, non corrisponde alla strategia reale dell’azienda.
Cosa ha detto Jez Corden e perché conta
Corden ha smentito in modo piuttosto netto le speculazioni, ribadendo che Microsoft continuerà a progettare e lanciare hardware da gaming. Non si tratta di una voce di corridoio generica, ma di un’indicazione che arriva da una delle fonti più affidabili quando si parla di piani futuri legati al mondo Xbox. Il punto è semplice: Microsoft vede ancora valore nel proporre un dispositivo fisico, una console che faccia da hub per il proprio ecosistema di giochi e servizi.
Certo, la strategia è cambiata parecchio rispetto ai tempi di Xbox 360. Oggi l’approccio di Microsoft è molto più orientato ai servizi, con Game Pass che rappresenta il cuore pulsante dell’offerta. Ma questo non significa che la console diventi superflua. Anzi, per molti utenti resta il modo più comodo e diretto per accedere a quel catalogo. E Microsoft lo sa bene.
Perché il mercato console resta importante per Microsoft
Quello che spesso sfugge nella discussione è che vendere console non è solo una questione di numeri puri contro Sony. Per Microsoft, ogni console Xbox venduta è un punto di accesso al proprio ecosistema digitale: abbonamenti, acquisti di giochi, servizi cloud. È un modello che somiglia molto a quello che fa Amazon con i dispositivi Kindle o Echo, venduti spesso sottocosto per generare ricavi ricorrenti attraverso i contenuti.
Il fatto che alcuni giochi Xbox finiscano anche su altre piattaforme non va letto come un segnale di resa. È piuttosto una strategia di espansione: raggiungere più giocatori possibile con i propri titoli e servizi, senza però rinunciare ad avere un dispositivo proprietario su cui l’esperienza è pensata per essere ottimale.
