Con il lancio di Galaxy S26 Ultra e Galaxy S26+, Samsung ha deciso di spingere sull’acceleratore per quanto riguarda la ricarica wireless. I numeri parlano chiaro: si arriva fino a 25W per Galaxy S26 Ultra e fino a 20W per Galaxy S26+. Sulla carta è un bel passo avanti rispetto alla generazione precedente, e per chi usa spesso la ricarica senza fili nella vita quotidiana potrebbe fare davvero la differenza. Ma, come spesso accade con queste cose, il diavolo si nasconde nei dettagli. Perché sì, la velocità c’è, ma per raggiungerla davvero bisogna avere l’ecosistema giusto. E qui la faccenda si complica un po’.
Cosa serve per ottenere davvero quei 25W wireless
Samsung non lo nasconde, anzi lo specifica nelle schede tecniche: per sfruttare la ricarica wireless a piena potenza serve un caricabatterie compatibile. Non uno qualsiasi, attenzione. Il pad di ricarica deve supportare il protocollo Qi2 alle velocità richieste, e soprattutto va alimentato con un alimentatore adeguato, capace di fornire abbastanza wattaggio da non fare da collo di bottiglia.
In pratica, chi ha ancora in giro un vecchio caricatore wireless da 10W o 15W non noterà praticamente nulla di diverso rispetto al passato. La velocità massima resta una promessa legata all’hardware accessorio, non solo allo smartphone in sé. E questo è un punto che rischia di sfuggire a parecchi utenti. Non tutti, quando comprano un telefono nuovo, pensano anche a rinnovare il caricabatterie. Eppure, nel caso di Galaxy S26 Ultra e Galaxy S26+, fa tutta la differenza del mondo.
Samsung ovviamente propone i propri accessori ufficiali, e non sorprende. La base di ricarica wireless del brand è progettata per funzionare al meglio con i nuovi dispositivi, e viene venduta separatamente. Anche l’alimentatore da parete va acquistato a parte, seguendo una politica ormai consolidata da qualche anno nella confezione degli smartphone Samsung, che non include più il caricatore nella scatola.
Un miglioramento reale, ma non per tutti
Il salto da 15W a 25W in ricarica senza fili non è banale. Parliamo di un incremento che, nelle condizioni ideali, può accorciare sensibilmente i tempi di ricarica durante la notte o nei momenti di pausa. Per chi appoggia il telefono sulla scrivania mentre lavora, quei watt in più significano recuperare più batteria in meno tempo, senza dover collegare nessun cavo.
Detto questo, va anche considerato che la ricarica wireless resta comunque più lenta rispetto a quella via cavo. Galaxy S26 Ultra supporta fino a 45W con cavo, il che significa che per chi ha fretta il filo resta ancora l’opzione migliore. La ricarica wireless veloce è più una questione di comodità evoluta che di velocità pura.
E poi c’è il discorso della temperatura: più watt si spingono in modalità wireless, più il dispositivo tende a scaldarsi. Samsung ha integrato sistemi di gestione termica nei nuovi Galaxy S26, ma resta da vedere come si comporteranno nel lungo periodo e in condizioni ambientali meno favorevoli, tipo in estate con il telefono già caldo di suo.
