Il futuro di OnePlus non è mai stato così incerto. Da mesi girano voci insistenti su una possibile chiusura delle operazioni globali dell’azienda cinese, e gli ultimi movimenti sembrano confermare uno scenario che fino a poco tempo fa sembrava impensabile. Tutto parte da un annuncio che, preso da solo, non farebbe alzare nessun sopracciglio: gli utenti OnePlus in India potranno rivolgersi ai centri assistenza OPPO a partire da aprile 2026. Un’espansione del 50% della rete di assistenza post vendita, con accesso a servizi descritti come “più comodi e premium”. L’azienda ha anche precisato che tutte le garanzie esistenti, gli aggiornamenti software e gli impegni verso gli utenti resteranno invariati. Fin qui, niente di strano. Ma il problema è il contesto in cui questa notizia si inserisce.
Troppi segnali che puntano nella stessa direzione
Le prime indiscrezioni sulla chiusura sono spuntate a gennaio, quando alcune fonti hanno parlato di un possibile stop alle operazioni in diversi mercati. All’epoca, Robin Liu, CEO di OnePlus India, aveva smentito tutto pubblicamente. Peccato che proprio nei giorni scorsi sia arrivata la conferma che Liu ha lasciato l’azienda. Una coincidenza piuttosto scomoda, che ha dato nuova forza alle speculazioni.
Il noto tipster Yogesh Brar ha poi dichiarato, in un post che è stato successivamente cancellato, che OnePlus chiuderà le operazioni in “mercati selezionati”. In India, secondo questa ricostruzione, arriverebbero per lo più prodotti di fascia economica e media. Niente più ammiraglie, niente più sfida diretta ai top di gamma della concorrenza. Un ridimensionamento drastico rispetto all’immagine che il brand si è costruito in questi anni.
L’indiscrezione più recente parla di una possibile chiusura delle operazioni globali già nel mese prossimo. E la tempistica di aprile coincide in modo quasi perfetto con l’annuncio dell’espansione dei centri assistenza in India tramite la rete OPPO. Collegare i due eventi viene abbastanza naturale: sembra che OPPO si stia preparando ad assorbire gli obblighi post vendita di OnePlus nel caso di una chiusura o di un forte ridimensionamento.
Due letture possibili, ma una sembra più credibile
Va detto che esiste anche una lettura meno drammatica della situazione. OnePlus e OPPO fanno parte dello stesso gruppo, condividono già tecnologie, risorse e componenti. Una collaborazione sui servizi di assistenza potrebbe semplicemente essere una sinergia intelligente, senza per forza nascondere scenari catastrofici. In uno scenario di continuità operativa, avrebbe senso razionalizzare i costi condividendo la rete di supporto.
Però. La partenza del CEO indiano, le voci sempre più insistenti, il post cancellato del tipster, la timeline che combacia: sono troppi indizi che puntano nella stessa direzione. Se OnePlus dovesse davvero uscire da alcuni mercati, il passaggio dell’assistenza a OPPO garantirebbe comunque supporto ai clienti esistenti, evitando di lasciarli senza copertura. Una mossa responsabile, certo, ma anche il segnale che qualcosa di grosso sta per succedere.
