Stando a quanto riportato, Meta sarebbe pronta a mettere in atto un’altra ondata di tagli al personale, un’operazione che andrebbe a colpire diverse aree strategiche dell’azienda. La ristrutturazione dovrebbe interessare la divisione dedicata alle assunzioni, quella dei social media, il settore commerciale e soprattutto Reality Labs, il reparto che si occupa dello sviluppo di occhiali smart e visori per la realtà virtuale, quella che una volta tutti conoscevamo come Oculus.
La portavoce di Meta, Tracy Clayton, ha descritto l’ondata di licenziamenti in arrivo come un processo di riorganizzazione interna periodica. Niente di eccezionale, almeno a sentire la versione ufficiale: l’obiettivo sarebbe riallineare le risorse alle priorità strategiche dell’azienda. Numeri precisi sull’entità dei tagli non ne sono stati comunicati, però le stime parlano di “centinaia” di dipendenti coinvolti. Per dare un po’ di contesto: a dicembre 2025 la forza lavoro complessiva di Meta contava circa 79.000 persone, mentre il picco massimo era stato raggiunto nel 2022 con oltre 86.000 dipendenti. L’azienda ha comunque specificato che intende ricollocare, dove possibile, i lavoratori interessati.
La virata verso l’intelligenza artificiale e il conto che paga Reality Labs
Dietro questi licenziamenti Meta c’è una trasformazione profonda. Gli investimenti enormi nel metaverso non hanno prodotto i risultati sperati, e Mark Zuckerberg con il resto del management ha scelto una direzione completamente diversa: puntare tutto sull’intelligenza artificiale. Una scommessa che ha un costo altissimo, con una spesa prevista fino a circa 125 miliardi di euro per la costruzione di nuovi data center e il potenziamento dell’infrastruttura dedicata.
Questo cambio di rotta ha delle conseguenze molto concrete. Reality Labs, il reparto più legato alla visione originale del metaverso, è tra le divisioni che stanno pagando il prezzo più alto. Già a gennaio Meta aveva proceduto con il licenziamento di oltre 1.000 dipendenti all’interno di quella divisione, arrivando anche a chiudere tre studi interamente dedicati alla realtà virtuale. Insomma, non si tratta di un aggiustamento minore.
Una strategia che ridisegna le priorità di Meta
Quello che emerge con chiarezza è che Meta sta ridefinendo completamente le proprie priorità. Le risorse vengono spostate in modo massiccio verso l’intelligenza artificiale, mentre i progetti legati alla realtà virtuale e al metaverso subiscono un ridimensionamento che, a questo punto, sembra tutt’altro che temporaneo. I licenziamenti Meta delle ultime settimane sono solo l’ultimo tassello di un processo iniziato mesi fa, quando la dirigenza ha cominciato a rendersi conto che la scommessa sul metaverso non stava generando i ritorni attesi. Reality Labs continua a esistere, certo, ma con un ruolo sempre più marginale rispetto alla nuova ossessione aziendale: costruire un’infrastruttura AI di livello mondiale. La chiusura dei tre studi dedicati alla realtà virtuale, avvenuta a gennaio insieme ai tagli di oltre mille posizioni nella stessa divisione, racconta una storia piuttosto eloquente sulla direzione che ha preso l’azienda.
