Serie tv tratte dai fumetti: alcune produzioni televisive hanno dimostrato negli anni che certe storie funzionano meglio quando hanno il tempo di respirare, puntata dopo puntata, stagione dopo stagione. Il grande schermo cattura l’attenzione per due ore, certo, ma è nella serialità che i personaggi dei fumetti trovano spesso la loro dimensione più autentica. E il pubblico, evidentemente, se ne è accorto da un pezzo.
Quando i supereroi funzionano meglio in televisione
C’è qualcosa che il formato seriale riesce a fare e che un film, per quanto spettacolare, fatica a replicare: costruire con calma. Dare spessore ai cattivi, far crescere le relazioni tra i protagonisti, lasciare che una sottotrama maturi nel corso di mesi. Le serie tv tratte dai fumetti più riuscite hanno sfruttato proprio questo vantaggio strutturale, trasformandolo in un punto di forza narrativo enorme.
Basta pensare a produzioni come Daredevil, che su Netflix ha riscritto le regole del genere supereroistico televisivo. Una serie capace di raccontare Hell’s Kitchen con un realismo quasi da crime drama, dove i combattimenti facevano male davvero e il villain, Wilson Fisk, era costruito con una complessità che molti antagonisti cinematografici si sognano. Oppure Invincible, la serie animata di Amazon tratta dal fumetto di Robert Kirkman, che ha preso le convenzioni del genere e le ha fatte a pezzi con una brutalità narrativa che ha lasciato tutti a bocca aperta fin dal primo episodio.
E poi c’è The Boys, probabilmente la serie tv tratta dai fumetti che più di ogni altra ha cambiato la percezione del pubblico su cosa possa essere una storia di supereroi. Niente eroi nobili, niente sacrifici eroici puri: solo potere, corruzione e satira sociale affilatissima. Il fumetto di Garth Ennis era già estremo di suo, ma la versione televisiva ha saputo attualizzare tutto con un’intelligenza rara.
Non solo supereroi: le storie che hanno fatto la differenza
Ridurre le serie tv tratte dai fumetti al solo genere supereroistico sarebbe un errore. The Walking Dead ha dominato la televisione per anni raccontando un’apocalisse zombie dove i veri mostri erano quasi sempre gli esseri umani. Preacher ha portato sullo schermo una delle graphic novel più irriverenti e folli mai pubblicate. E Sandman, adattamento dell’opera di Neil Gaiman su Netflix, ha dimostrato che anche il fumetto più letterario e complesso può trovare una trasposizione televisiva all’altezza.
Anche il panorama delle serie animate merita attenzione. Oltre a Invincible, produzioni come Arcane (basata sull’universo di League of Legends, che pur non essendo un fumetto classico ne condivide la logica visiva) hanno alzato l’asticella della qualità in modo impressionante. Il pubblico ormai non accetta più adattamenti pigri o frettolosi: pretende rispetto per il materiale originale e, allo stesso tempo, il coraggio di reinterpretarlo. Il catalogo delle piattaforme streaming continua ad arricchirsi di nuovi titoli legati al mondo dei comics. Tra le produzioni più attese figurano nuove stagioni di serie già affermate e adattamenti freschi di fumetti finora mai portati in televisione, segno che gli studios considerano questo filone tutt’altro che esaurito.
