Toyota BZ5 è il nome che il colosso giapponese ha scelto per il suo vero ingresso nel mercato delle auto elettriche in Cina. Provato direttamente sulle strade cinesi, questo crossover elettrico porta con sé grandi aspettative ma anche parecchie perplessità. Dopo il timido tentativo rappresentato da bZ4X, Toyota lancia nell’estate 2025 un veicolo pensato per competere con i campioni locali come Leapmotor C10, Deepal S05 e Xpeng G6, oltre che con le europee Peugeot e-3008 e Renault Megane E-Tech. La scelta della carrozzeria crossover, a metà tra berlina e SUV, rappresenta un vantaggio competitivo non da poco, visto che pochi costruttori puntano su questa formula. Ma il blasone giapponese basterà per imporsi contro marchi cinesi ormai dominanti nel segmento full electric?
La strategia dietro Toyota BZ5 è frutto di decenni di scelte precise. Toyota, pioniera dell’ibrido con la Prius nel 1997, ha deliberatamente preferito una transizione graduale verso l’elettrico puro, privilegiando ibrido, plug-in e idrogeno. Una filosofia opposta a quella di Nissan, che con la Leaf nel dicembre 2010 aveva scommesso tutto sull’elettrico. In Cina, dove ormai quasi la metà delle vendite riguarda veicoli elettrificati, questa assenza stava diventando pericolosa.
Qualità giapponese o economia eccessiva?
Esteticamente, Toyota BZ5 colpisce per le proporzioni equilibrate. Con 4.780 mm di lunghezza, 1.866 mm di larghezza e un passo di 2.880 mm, si piazza nella parte alta del segmento C, paragonabile a Xpeng G6. Il frontale riprende il linguaggio stilistico della famiglia bZ con fari a C collegati da una banda LED passante, mentre il profilo fastback e le maniglie a scomparsa gli conferiscono un aspetto moderno. I cerchi bicolore da 21 pollici completano un look convincente, anche se il posteriore risulta la parte meno riuscita del design.
Dentro, però, la musica cambia. E non in meglio. Lo schermo centrale flottante da 40 centimetri e la strumentazione digitale ci sono, ma i materiali tradiscono un’economia drastica. Plastiche dure ovunque sul cruscotto, finta pelle traforata che non convince, consolle centrale e pannelli porta che si rigano con facilità imbarazzante. L’ergonomia lascia perplessi: tutti i comandi (tergicristalli, luci, frecce) sono raggruppati sul volante tramite pulsanti, una scelta quantomeno discutibile. I loghi retroilluminati sul cruscotto sembrano usciti dagli anni ’90. I sedili anteriori sono riscaldati ma senza ventilazione né massaggio, mentre quelli posteriori non hanno nemmeno il riscaldamento. L’impianto audio JBL a 10 altoparlanti e il tetto panoramico da 1,44 m² provano a salvare la situazione, ma l’impressione complessiva è di un abitacolo ben al di sotto degli standard cinesi attuali.
Batterie BYD, ricarica lenta e guida autonoma Momenta
Sotto il pianale di Toyota BZ5 si nasconde un’ironia tecnologica non da poco: le celebri batterie Blade LFP di BYD, il principale rivale di Toyota in Cina. Due tagli disponibili, 65,28 kWh e 73,98 kWh, per autonomie dichiarate in ciclo CLTC di 550 e 630 km, traducibili in circa 440 e 504 km secondo lo standard WLTP. La ricarica rapida, limitata a 150 kW per via della piattaforma a 400 Volt, richiede 27 minuti dal 30% all’80%. Un dato poco competitivo, considerando che i rivali cinesi con architetture 800V completano il 10-80% in meno di 15 minuti.
La motorizzazione standard prevede un singolo motore elettrico Fudi Power (filiale BYD) da 200 kW (272 CV) e 330 Nm sulle ruote anteriori. Esiste anche una versione bimotore integrale da 338 CV. Per la guida autonoma, Toyota si affida alla startup cinese Momenta, la stessa che collabora con Mercedes. Il sistema Toyota Pilot 5.0 offre guida autonoma di livello L2+ con oltre 30 funzionalità ADAS e fino a 33 sensori, incluso un LiDAR opzionale. Competente, ma ancora distante dai riferimenti come Huawei ADS 3.0 o il sistema XNGP di Xpeng.
Sul fronte prezzi, la gamma parte da 129.800 yuan (circa 15.800 euro) per la versione Joy e arriva a 159.800 yuan (circa 19.440 euro) per la Pro. Cifre apparentemente interessanti viste dall’Europa, molto meno nel contesto cinese dove Leapmotor C10 parte da circa 15.670 euro offrendo massaggio e ventilazione sui sedili, e Xpeng G6 propone un bagagliaio nettamente più generoso (da 571 a 647 litri) con architettura 800V a un prezzo analogo. Il bagagliaio di Toyota BZ5 si ferma tra 463 e 525 litri, senza frunk anteriore e con portellone ad apertura manuale: un anacronismo difficile da giustificare nel 2026. Pare che una parte significativa delle vendite cinesi finisca poi sul mercato dell’usato per l’export verso Vietnam e Thailandia, paesi dove il marchio Toyota conserva un forte appeal. Informazione, questa, ancora da verificare con certezza.
