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Segnale radio dallo spazio ogni 36 minuti: nessuno sa cosa sia

Un misterioso segnale radio dallo spazio si ripete ogni 36 minuti per otto giorni consecutivi, sfidando ogni spiegazione scientifica nota.

scritto da Manuel De Pandis 21/03/2026 0 commenti 2 Minuti lettura
spazio
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1,7K

Un segnale radio misterioso captato dallo spazio ha lasciato gli astronomi senza risposte concrete. Si tratta di un impulso che si è ripetuto ogni 36 minuti per otto giorni consecutivi, un comportamento talmente anomalo da non trovare paragoni con nessun fenomeno conosciuto. Il segnale è stato classificato nella categoria dei long-period transients (Lpt), una famiglia di eventi ancora pochissimo esplorata dalla comunità scientifica. Dopo un’analisi approfondita dei dati raccolti, il gruppo di ricercatori coinvolto ha dovuto ammettere che, almeno per ora, non è possibile identificare con certezza il tipo di oggetto che ha generato questo impulso.

A intercettare il segnale radio sono state le antenne del radiotelescopio Askap, situato in Australia, nell’ambito del progetto Evolutionary Map of the Universe (Emu). Il fenomeno è stato battezzato Askap J142431.2-612611, abbreviato in Askap J1424. Il progetto Emu ha come obiettivo principale la catalogazione di circa 70 milioni di sorgenti radio provenienti da galassie e oggetti lontani, ma questo impulso era così fuori dall’ordinario che i ricercatori hanno scelto di dedicargli uno studio completo e separato.

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Perché Askap J1424 è così strano

La prima cosa che salta all’occhio è che il segnale proviene da una sorgente completamente invisibile. Nella maggior parte dei casi di Lpt, l’impulso radio corrisponde a un oggetto che si riesce a individuare anche in altre bande dello spettro elettromagnetico, che sia la luce visibile, l’ultravioletto o l’infrarosso. Potrebbe essere una stella, una galassia, i resti di una supernova. Qui invece, puntando nella direzione da cui arriva il segnale, non c’è apparentemente nulla.

Poi c’è la questione della durata. Le pulsar e le magnetar emettono impulsi che durano millisecondi o al massimo pochi secondi. Askap J1424 invece aveva un ciclo di 2.147,27 secondi, equivalenti a circa 36 minuti, e ha continuato a presentarsi con questa cadenza per otto giorni di fila. La sua polarizzazione sfiora il 100%, un dato che indica una regolarità quasi perfetta del segnale, cosa estremamente rara anche tra gli oggetti compatti più studiati.

Nessun oggetto conosciuto è in grado di riprodurre un comportamento del genere. I ricercatori hanno però avanzato un’ipotesi: Askap J1424 potrebbe originare da un sistema binario con una nana bianca magnetica. Il problema è che questa spiegazione richiederebbe un comportamento decisamente atipico per quel tipo di stella, e al momento resta una congettura.

I long-period transients restano fenomeni rarissimi

Gli astronomi non sanno ancora dire se il segnale si ripresenterà oppure se è stato un evento isolato, magari causato da un’improvvisa emissione di plasma nel sistema. Da quando il termine Lpt è entrato nell’uso formale nella letteratura astronomica, gli scienziati ne hanno catalogati appena una dozzina. Secondo le stime attuali, ne vengono individuati circa due all’anno. La ragione per cui sono così pochi è piuttosto intuitiva: si tratta di fenomeni molto deboli, con cicli lunghissimi, che finiscono facilmente per perdersi nel rumore di fondo del cielo radio. Proprio questa loro natura sfuggente li rende tra gli oggetti più difficili da studiare e, allo stesso tempo, tra i più affascinanti per chi cerca di capire cosa si nasconde negli angoli meno battuti dell’universo.

astronomipulsarradiosegnalespazio
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Manuel De Pandis

Filmmaker, giornalista tech.

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