Capire di quanta RAM avremo bisogno nel 2026 è diventata una delle questioni più sentite per chiunque si occupi di tecnologia, ma anche per chi semplicemente vuole comprare un nuovo computer o aggiornare quello che ha. Il motivo è semplice, e purtroppo poco rassicurante: i prezzi delle memorie RAM stanno attraversando una fase di rialzo che non si vedeva da tempo, e tutto lascia pensare che la situazione non migliorerà a breve.
Il punto è che nel 2026 la questione delle memorie sarà legata in modo sempre più stretto a quello che sta succedendo nel mondo dell’intelligenza artificiale. I grandi data center che alimentano i servizi di IA hanno una fame insaziabile di chip di memoria, e questo sta creando una pressione enorme sulla catena di approvvigionamento globale. La conseguenza? I prezzi delle RAM sono schizzati verso l’alto, segnando quello che molti analisti definiscono un record storico negativo per il mercato consumer. Chi deve assemblare un PC, o anche solo espandere la memoria del proprio portatile, se n’è accorto eccome.
Perché le memorie RAM costano così tanto
Il discorso ormai sembra abbastanza chiaro: i produttori di memorie DRAM e NAND stanno dando priorità alle forniture destinate ai data center, dove i margini di profitto sono molto più alti rispetto al mercato consumer. Questo significa che la disponibilità di moduli RAM per utenti normali si riduce, e quando l’offerta cala mentre la domanda resta stabile o cresce, i prezzi salgono. È economia di base, ma applicata a un componente che ormai è essenziale quanto il processore.
La richiesta di RAM per applicazioni legate all’IA non riguarda solo i server remoti. Anche i software che girano sui dispositivi personali stanno diventando sempre più esigenti. Le funzionalità di intelligenza artificiale integrate nei sistemi operativi, nei browser e nelle applicazioni di produttività richiedono quantitativi di memoria sempre maggiori. Quello che fino a poco tempo fa era considerato sufficiente, oggi rischia di risultare appena adeguato, e nel 2026 potrebbe non bastare più.
Quanto serve davvero per non restare indietro
Per chi sta pianificando un acquisto o un aggiornamento, la questione pratica resta: quanta RAM serve concretamente? Se 16 GB rappresentano ancora lo standard minimo accettabile per un utilizzo quotidiano, molti esperti suggeriscono che nel 2026 il vero punto di riferimento sarà 32 GB, soprattutto per chi lavora con applicazioni pesanti, multitasking spinto o software che integrano funzioni di IA locale. Per i professionisti che si occupano di editing video, rendering 3D o sviluppo, 64 GB potrebbero diventare la nuova normalità.
Il problema è che con i prezzi attuali, e con la tendenza al rialzo che non accenna a fermarsi, dotarsi di quantitativi generosi di memoria RAM diventa un investimento sempre più pesante. I produttori di moduli come Samsung, SK Hynix e Micron continuano a concentrare gran parte della produzione sulle memorie HBM (High Bandwidth Memory) destinate alle GPU per data center, lasciando il segmento consumer in una posizione sempre più scomoda.
