Esiste una regione in Italia dove il prezzo della benzina è sensibilmente più basso rispetto alla media nazionale. Si parla del Friuli Venezia Giulia, regione a statuto speciale che condivide il confine orientale con la Slovenia. Ed è proprio questa vicinanza geografica a spiegare perché qui fare il pieno costa meno. Il punto è semplice: il territorio friulano beneficia di uno sconto regionale sui carburanti già attivo da tempo, che ora si somma al recente taglio delle accise da 25 centesimi al litro voluto dal Governo con il Decreto Carburanti. Il risultato è che il prezzo alla pompa in Friuli Venezia Giulia è diventato il più conveniente di tutta la Penisola.
Come funziona lo sconto regionale sui carburanti e quanto si risparmia
Il sistema di contribuzione sui carburanti in Friuli Venezia Giulia è stato aggiornato il 15 gennaio 2026, con il DDI n.65 che ha modificato la precedente Legge Regionale 14/2010. Il meccanismo è piuttosto interessante, perché l’incentivo non è uguale per tutti: varia in base alla distanza dal confine sloveno, secondo una classificazione in tre fasce territoriali.
Nella cosiddetta Area 0, quella immediatamente a ridosso del confine, lo sconto raggiunge il massimo: 34 centesimi al litro sulla benzina e 25 centesimi al litro sul gasolio. Nell’Area 1, che comprende le zone di media vicinanza con la Slovenia, la riduzione scende a 24 centesimi per la verde e 15 centesimi per il diesel. Nel resto della regione, classificato come Area 2, lo sconto è di 17 centesimi al litro per la benzina e 11 centesimi per il gasolio.
C’è poi un dettaglio che vale la pena sottolineare: chi guida un veicolo ibrido ha diritto a un ulteriore incentivo di 5 centesimi su tutte le fasce. Questo significa che un automobilista con tecnologia hybrid, residente in Area 0, può arrivare a risparmiare fino a 39 centesimi al litro. Lo sconto viene applicato direttamente alla pompa, senza bisogno di richieste o pratiche burocratiche, a patto di essere residenti in Friuli Venezia Giulia.
Perché esiste questo sconto: la questione Slovenia
Tutta questa struttura di incentivi ha uno scopo ben preciso: frenare il fenomeno ormai radicato delle trasferte in Slovenia per fare rifornimento. Al di là del confine i prezzi dei carburanti sono storicamente più bassi, anche perché la tassazione è diversa e il listino viene aggiornato solo una volta alla settimana, non quotidianamente come accade in Italia.
Per molti friulani, soprattutto chi vive nei pressi di Trieste, andare a fare il pieno in territorio sloveno è un’abitudine consolidata da anni. Bastano 15 o 20 minuti di auto per raggiungere i distributori oltre confine. E nelle ultime settimane, con l’escalation dei prezzi italiani, questa tendenza si era ulteriormente intensificata.
L’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Fabio Scoccimarro, ha commentato la situazione con parole piuttosto nette: “Grazie al taglio delle accise di 25 centesimi annunciato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, una misura che si somma al nostro sconto regionale, puntiamo a invertire la tendenza dell’ultimo periodo: oggi rifornirsi sul nostro territorio è più conveniente che farlo oltreconfine, anche alla luce degli aumenti annunciati in Slovenia e delle limitazioni ai litri erogabili introdotte da alcuni distributori delle aree limitrofe.”
