Costruire un profilo su Tinder che funzioni davvero è una di quelle cose che quasi nessuno ha voglia di fare. Scegliere le foto giuste, capire cosa mettere in evidenza, decidere quale immagine racconta qualcosa di interessante: è un processo che richiede tempo e una certa dose di autocritica. E proprio su questo punto dolente, Tinder sta testando una funzione basata sull’intelligenza artificiale che promette di semplificare tutto. Il problema è che per farlo, l’app vorrebbe accesso completo alla galleria fotografica dello smartphone.
La funzione, ancora in fase di test, funziona così: l’IA analizza tutte le foto presenti sul dispositivo per individuare temi ricorrenti, hobby, interessi e situazioni che potrebbero risultare attraenti in un profilo di dating. Dopo la scansione, il sistema suggerisce quali immagini caricare, cercando di costruire un profilo più completo e accattivante senza che la persona debba fare troppa fatica. Fin qui, sulla carta, sembra una comodità enorme. Ma c’è un dettaglio che fa storcere il naso a parecchi.
Novità Tinder, nessun controllo su quali foto vengono analizzate
Chi attiva questa funzione non può scegliere quali foto far analizzare e quali escludere. L’intelligenza artificiale di Tinder accede all’intera libreria di immagini, senza filtri decisi dall’utente. L’unica eccezione riguarda le foto già cancellate e quelle salvate nella cartella nascosta del telefono, che vengono ignorate automaticamente. Tutto il resto, però, è terreno di caccia per l’algoritmo.
Questo significa che foto personali, screenshot, immagini magari imbarazzanti o semplicemente non pensate per essere condivise su un’app di incontri finiscono comunque sotto la lente dell’IA. Anche se il sistema non le pubblica automaticamente e si limita a fornire suggerimenti, il fatto che venga analizzato l’intero archivio fotografico solleva questioni serie legate alla privacy.
Comodità contro riservatezza: il solito compromesso
Il ragionamento dietro questa funzione è chiaro. Tinder sa bene che uno dei motivi principali per cui molte persone abbandonano l’app, o non la sfruttano al meglio, è la pigrizia nella compilazione del profilo. Offrire uno strumento che fa tutto in automatico potrebbe aumentare l’engagement e, di conseguenza, i risultati per chi cerca un match. Ma il prezzo da pagare è una cessione di dati piuttosto invasiva.
Va detto che la funzionalità non è ancora stata rilasciata ufficialmente. Si tratta per ora di un test. Il che lascia pensare che Tinder stia valutando anche le reazioni degli utenti prima di un eventuale lancio su larga scala. Non è escluso che vengano introdotti controlli più granulari sulla selezione delle foto, anche se al momento questa possibilità non sembra prevista.
Quello che è certo è che l’AI applicata alle app di dating sta diventando sempre più presente, e Tinder non ha intenzione di restare indietro. Resta da capire quante persone saranno disposte ad aprire completamente la propria galleria fotografica in cambio di qualche suggerimento su quale selfie funziona meglio.
