C’è qualcosa di malinconico quando un oggetto tecnologico diventa ufficialmente “finito”. Non perché smetta di funzionare, ma perché viene tolto dalla rete di supporto che lo teneva ancora legato al presente. È quello che è successo allo smartphone iPhone 5, che adesso è entrato nella categoria degli “obsoleti” secondo Apple. È stato il primo dispositivo a introdurre il connettore Lightning, una scelta che all’epoca fece storcere il naso a molti, ma che poi è diventata lo standard Cupertino per oltre dieci anni. E poi c’era il design. Più sottile, più leggero, quella combinazione di alluminio e vetro che oggi sembra quasi “classica”, ma che allora dava una sensazione di precisione quasi maniacale. Il display da 4 pollici era visto come un’espansione importante rispetto ai 3,5 precedenti. Ciò mentre l’idea che lo smartphone stesse cambiando ruolo, diventando qualcosa di sempre più centrale nella vita quotidiana.
Apple: iPhone 5 ora obsoleto
Il passaggio da vintage a obsoleto segue una logica fredda, ma comprensibile. Apple tiene i prodotti in una sorta di limbo per qualche anno, dove le riparazioni sono ancora possibili se ci sono pezzi disponibili. Poi, superata una certa soglia, smette di avere senso mantenere magazzini, strumenti e competenze per dispositivi che ormai usano in pochissimi. È una questione di costi, certo, ma anche di direzione: l’azienda spinge sempre verso ciò che viene dopo, non verso ciò che resta indietro.
Alla fine, la sensazione è che non si tratta solo di telefoni che invecchiano, ma di piccoli pezzi di epoche diverse. L’iPhone 5 appartiene a un momento in cui gli smartphone stavano ancora definendo la loro forma definitiva, quando ogni cambiamento aveva un peso importante per l’intero settore. Vedere tale smartphone Apple uscire definitivamente di scena non è sorprendente, ma segna comunque la fine di qualcosa che, nel suo piccolo, ha contribuito a costruire lo scenario smartphone attuale a cui tutti siamo abituati.
