Le Faraday bag avvistate sul tavolo del Consiglio Supremo di Difesa hanno catturato l’attenzione di tutti, più ancora dei temi geopolitici discussi nella riunione. Già, perché nelle immagini diffuse in rete dopo l’incontro presieduto dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, a colpire non sono stati i documenti riservati o le espressioni serie dei partecipanti, ma quelle piccole custodie scure posizionate alla destra di ciascun componente del tavolo.
La riunione si è svolta negli scorsi giorni a Roma, al Quirinale, per affrontare la delicata situazione tra Iran e Israele. E fin qui, nulla di particolarmente sorprendente. Il dettaglio che ha fatto il giro del web, però, riguarda proprio quelle custodie in cui tutti i presenti, Mattarella compreso, hanno dovuto riporre i propri smartphone prima di iniziare i lavori. Non stiamo parlando di semplici portacellulari, ma di vere e proprie custodie schermate progettate per bloccare qualsiasi tipo di segnale in entrata e in uscita dal dispositivo.
Come funzionano le Faraday bag e perché vengono usate
Il principio alla base è quello della gabbia di Faraday, un concetto di fisica che esiste da quasi due secoli ma che oggi trova applicazioni decisamente moderne. In pratica, si tratta di un involucro realizzato con materiali conduttivi che impedisce ai campi elettromagnetici di passare attraverso le sue pareti. Una volta che lo smartphone viene inserito nella Faraday bag e questa viene chiusa, il telefono diventa completamente isolato. Niente chiamate, niente connessione dati, niente GPS, niente Bluetooth. Zero comunicazione con il mondo esterno.
Ed è esattamente questo il punto. In un contesto come il Consiglio Supremo di Difesa, dove si discutono questioni legate alla sicurezza nazionale, la riservatezza non è un optional. Il fatto interessante, che ha alimentato parecchie discussioni online, è che nemmeno spegnere il telefono garantisce una protezione totale. Alcuni dispositivi possono infatti continuare a trasmettere dati anche da spenti, o quantomeno esiste il rischio teorico che ciò avvenga. Le Faraday bag eliminano il problema alla radice, rendendo fisicamente impossibile qualsiasi trasmissione.
Un segnale dei tempi che cambiano
L’immagine delle custodie schermate accanto ai fogli del Consiglio Supremo di Difesa racconta qualcosa di più profondo di una semplice precauzione tecnica. C’è stato un tempo in cui le minacce alla riservatezza delle riunioni ad alto livello erano rappresentate dalle classiche microspie nascoste sotto il tavolo o dentro un lampadario. Oggi il pericolo più concreto sta in tasca a chiunque, dentro quegli smartphone che accompagnano ogni momento della giornata.
Le Faraday bag utilizzate al Quirinale sono dispositivi reperibili anche commercialmente, con costi tutto sommato accessibili. Esistono modelli pensati per uso militare e governativo, con standard di schermatura più elevati, e versioni destinate al pubblico generale. Quello che cambia, ovviamente, è il livello di certificazione e la garanzia di isolamento totale. Nel caso della riunione presieduta da Mattarella, è ragionevole pensare che si trattasse di custodie con specifiche di livello professionale, adeguate al tipo di informazioni trattate durante i lavori del Consiglio Supremo di Difesa.
