La possibilità che nascano data center in Toscana alimentati da energia geotermica sta diventando un tema sempre più concreto nel dibattito sulla trasformazione digitale italiana. A lanciare la proposta è stato l’assessore con delega alla connettività diffusa Alberto Lenzi, che immagina la regione come un nuovo hub per la gestione di cloud e big data. Un’idea che trova sponda anche su La Repubblica, dove la giornalista Flavia Marzano ha analizzato nel dettaglio le ragioni per cui questa prospettiva avrebbe più di un fondamento solido.
Oggi il panorama italiano dei data center è dominato dall’area di Milano, che gode di una vocazione storica come polo tech e finanziario del Paese. A questa si affianca Roma, soprattutto per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione, grazie al Polo Strategico Nazionale. Esistono poi altre infrastrutture sparse per lo Stivale, ma il bilancio complessivo vede la Lombardia nettamente in vantaggio. Eppure la partita non è chiusa, e altri territori potrebbero ritagliarsi un ruolo da protagonisti. La collocazione geografica di queste infrastrutture, del resto, non è un dettaglio secondario: tocca direttamente questioni come le politiche energetiche, la sicurezza nazionale e lo sviluppo economico.
Geotermia e tradizione scientifica: i punti di forza della regione
Il primo argomento a favore della Toscana riguarda proprio l’energia. I data center hanno bisogno di quantità enormi di elettricità, e la loro sostenibilità passa inevitabilmente dall’accesso a fonti rinnovabili. Ecco dove entra in gioco la geotermia: nell’area di Larderello l’energia viene prodotta in modo continuo, senza dipendere dal meteo. Una caratteristica perfetta per alimentare infrastrutture informatiche che devono funzionare ventiquattr’ore su ventiquattro, sette giorni su sette.
Ma non si tratta solo di energia. La Toscana può contare su una tradizione scientifica di tutto rispetto. A Pisa, nel 1986, fu realizzata la prima connessione Internet italiana. Ancora oggi le università e i centri di ricerca della zona lavorano attivamente nei campi dell’intelligenza artificiale, della cybersecurity e del calcolo ad alte prestazioni. Un patrimonio di competenze che rappresenta un vantaggio competitivo non trascurabile.
Una posizione strategica tra Roma e Milano
C’è poi la questione della posizione fisica. La Toscana si trova lungo un asse trasversale che collega la capitale alla pianura padana e, quindi, a Milano. Questa collocazione creerebbe le condizioni favorevoli per trasformare la regione in un ulteriore hub tecnologico italiano, capace di dialogare con i poli già esistenti senza sovrapporsi.
Come sottolinea La Repubblica, per la Toscana si apre “una possibile traiettoria di sviluppo valorizzando le proprie risorse scientifiche ed energetiche per contribuire alla costruzione di infrastrutture digitali sostenibili, rafforzando al tempo stesso la resilienza e l’autonomia tecnologica dell’Europa”.
