Il sistema PEGI sta per cambiare in modo significativo, e stavolta la questione è seria. La Pan-European Games Information, l’ente che classifica i videogiochi per fasce d’età in Europa, ha deciso di rivedere completamente il modo in cui vengono trattati i giochi con casse premio, microtransazioni e meccaniche pensate per spingere gli utenti a continuare a giocare. Le nuove regole entreranno in vigore a partire da giugno 2026 e toccano praticamente tutti i grandi titoli del mercato.
Il punto centrale è questo: qualsiasi gioco che contenga oggetti a pagamento casuali, come pacchetti di carte, sistemi gacha o chiavi per sbloccare contenuti random, verrà automaticamente classificato come PEGI 16. E non finisce qui. I giochi in stile “social casino” saliranno direttamente a PEGI 18. Stessa sorte per i titoli che includono acquisti collegati a NFT necessari per giocare e scambiabili all’interno del gioco stesso.
Cosa cambia davvero per chi gioca e per i genitori
Il sistema PEGI è attivo dal 2012, ma una revisione di questa portata era allo studio da parecchio tempo. L’obiettivo dichiarato è fornire informazioni più chiare a genitori, tutori e utenti in generale, soprattutto per proteggere i più giovani da meccaniche che possono risultare dannose. Perché diciamolo: tra loot box, offerte a tempo limitato e pass stagionali, il confine tra videogioco e gioco d’azzardo si è fatto sempre più sottile negli ultimi anni.
Ecco cosa prevedono le nuove classificazioni nel dettaglio. I giochi che propongono offerte limitate nel tempo o nella quantità, compresi i pass battaglia a pagamento, verranno classificati PEGI 12. Se però il gioco include controlli che disattivano la spesa per impostazione predefinita, la classificazione può scendere a PEGI 7. È un incentivo concreto per gli sviluppatori a inserire strumenti di protezione già integrati nel prodotto.
C’è poi tutta la parte legata alla cosiddetta “pressione a giocare”. Qualsiasi titolo che offra incentivi per tornare quotidianamente, come missioni giornaliere o serie di accessi consecutivi, sarà classificato PEGI 7. Ma se il gioco include pass a pagamento con ricompense che diventano impossibili da ottenere senza raggiungere certi obiettivi, si sale a PEGI 12. Lo stesso vale per quei giochi in cui i contenuti o lo status acquisiti dal giocatore possono andare persi se non si torna a giocare con regolarità.
Comunicazione online e impatto su titoli come Fortnite
Un altro aspetto interessante riguarda il gioco online. Nei casi in cui un titolo offra funzionalità di comunicazione completamente illimitate, senza filtri o restrizioni, la classificazione sarà PEGI 18. Una scelta che potrebbe avere ripercussioni su diversi giochi multiplayer molto popolari.
Parlando di titoli popolari, vale la pena ricordare che Fortnite ha già annunciato un aumento dei prezzi delle microtransazioni nel proprio store per i V-bucks. Una coincidenza di tempismo che rende queste nuove regole PEGI ancora più rilevanti per milioni di giocatori europei. I cambiamenti saranno validi a partire da giugno 2026 in tutti i territori in cui il sistema PEGI è operativo.
