Il Google Play Store sta per cambiare il modo in cui vengono presentate le app agli utenti, introducendo un avviso ben visibile nella pagina di download per segnalare le applicazioni che consumano troppa batteria. La novità, anticipata già nelle scorse settimane, punta a risolvere un problema che chiunque abbia uno smartphone Android conosce bene: scaricare un’app apparentemente innocua e ritrovarsi con l’autonomia dimezzata nel giro di poche ore.
Google ha spiegato la novità attraverso il proprio Android Developers Blog. Il messaggio che comparirà sarà piuttosto diretto: “quest’app potrebbe utilizzare più batteria del previsto a causa di un’elevata attività in background”. Niente giri di parole, insomma. L’obiettivo è dare a chi scarica un’applicazione tutte le informazioni necessarie prima ancora di premere il tasto “Installa”. Un approccio che, se vogliamo, ribalta la logica attuale: finora toccava all’utente scoprire da solo, a proprie spese (di batteria), se un’app fosse ottimizzata o meno.
Wake lock è l’arma segreta del Play Store di Google
Al centro di questa iniziativa c’è un concetto tecnico che vale la pena capire, anche senza essere esperti. Si chiama wake lock ed è una funzione del sistema operativo Android che permette a un’app di tenere la CPU del dispositivo attiva anche quando lo schermo è spento. In pratica, il telefono continua a lavorare in background senza che nessuno se ne accorga. Ci sarà dunque un consumo energetico silenzioso ma costante, che erode la durata della batteria in modo significativo.
Google ha anche annunciato i cosiddetti “wake lock technical quality treatments”, ovvero una serie di misure tecniche pensate proprio per contenere il problema alla radice. Non si tratta solo di avvisare l’utente, quindi, ma anche di spingere gli sviluppatori a fare meglio. Le app che finiscono sotto la lente di queste misure saranno con ogni probabilità le stesse che mostreranno l’etichetta di consumo elevato sul Play Store.
Ecco cosa cambia per gli utenti Android
Dal punto di vista pratico, la differenza si noterà soprattutto nella fase di scelta delle app. Chi naviga sul Google Play Store alla ricerca di un nuovo gioco, un’app di messaggistica o un qualsiasi strumento di produttività, potrà finalmente sapere in anticipo se quella specifica applicazione rischia di pesare sull’autonomia del dispositivo. È un po’ come mettere un’etichetta energetica sugli elettrodomestici: non impedisce l’acquisto, ma rende la scelta più consapevole.
Per gli sviluppatori, invece, la pressione aumenta. Sapere che la propria app verrà “marchiata” come energivora nella vetrina del Play Store è un incentivo piuttosto forte a ottimizzare il codice e ridurre le attività in background non necessarie. Google, d’altra parte, ha tutto l’interesse a migliorare l’esperienza complessiva su Android: un ecosistema dove le app scaricano la batteria in fretta non fa felice nessuno, né gli utenti né i produttori di dispositivi.
La funzione dovrebbe essere implementata progressivamente nelle prossime settimane, anche se Google non ha ancora comunicato una data precisa per il rilascio globale dell’avviso sul Play Store.
